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Dopo il ritiro della Cai

Alitalia, si vola ancora per 10 giorni 

Solo dieci giorni, poi gli aerei potrebbero non alzarsi più da terra. A fissare la scadenza è il presidente dell'Enac Vito Riggio. «Quando ci si trova di fronte a una situazione di crisi acclarata – ha detto – come per la compagnia di bandiera, si può rilasciare una licenza provvisoria in presenza di un piano di ristrutturazione. Ed è quello che abbiamo fatto per Cai. Ma senza una svolta, rimane una settimana, al massimo dieci giorni, anche se ovviamente ci auguriamo che ciò non accada». Molto dipenderà dall’esito dell’incontro di lunedì tra l’Enac e il commissario straordinario dell’Alitalia Augusto Fantozzi, nel quale, ha detto Riggio, «capiremo se e quali altre ipotesi di ristrutturazione finanziaria sono possibili». 

Fantozzi, nulla di intentato
Intanto stamani lo stesso Fantozzi, in una lettera inviata al Corriere della Sera, smorza le speranze di un intervento “straniero”, e difende il suo operato di commissario straordinario: «Desidero tranquillizzare i colleghi universitari e l'opinione pubblica che,al fine di assicurare la trasparenza della procedura e la corrispondenza al valore di mercato dell'eventuale prezzo di cessione, ho continuato a sollecitare manifestazioni di interesse all'acquisto di Alitalia nel suo complesso, di rami di azienda, di asset della stessa». Fantozzi riferisce poi di avere contattato personalmente i presidenti di Air France, Lufthansa e British, «che hanno declinato la richiesta di intervento pur manifestando interesse per il mercato italiano e per l'iniziativa di Cai». Alcune offerte sono invece pervenute «in relazione a rami di azienda diversi dall'attività di volo e sono oggetto di attenta valutazione e negoziazione, così come quelle per i preziosi asset aziendali, e di ciò il commissario ha dato immediata pubblica notizia con comunicato stampa».

Il piano B
«Per un'Alitalia che non vola più, c'è una Lufthansa che 'rulla' i motori» Lo scrive Repubblica, che riferisce di frequenti contatti tra Roma, Amburgo e Colonia (head quarters della compagnia tedesca). I progetti predisposti da Lufthansa, si legge, «sono due e prevedono due scenari differenti, entrambi già sottoposti dal chairman Wolfgang Mayrhuber al board e al direttore generale, Peter Hartman. Il piano A è quello che ruota intorno all'operazione Cai. Se ieri la trattativa con i sindacati si fosse chiusa positivamente, e la cordata Cai fosse decollata regolarmente, con ogni probabilità Roberto Colaninno, di qui a una settimana, avrebbe potuto dare il grande annuncio ufficiale: il partner internazionale scelto da Alitalia è Lufthansa». Il piano B è invece quello più 'radicale', e ricalca le orme di quello che i vertici della compagnia tedesca misero a punto nell'inverno dello scorso anno: «prevede l'acquisizione immediata di Alitalia, trasferendo subito la proprietà da Roma a Colonia, salvando ovviamente il 'marchio', la divisa e tutto quello che in questi decenni ha rappresentato la storia della nostra compagnia di bandiera».

Di un piano B preparato dal patron di Piaggio, Roberto Colaninno, parla il quotidiano Italia Oggi. «Questa volta anche con soci diversi da quelli che hanno dato vita alla Cai, Colaninno potrà acquistare direttamente dal commissario Fantozzi quello che riterrà utile a dar vita a una nuova compagnia aerea italiana». Secondo il quotidiano, questo avverrebbe «a condizioni nettamente migliori e senza passare attraverso il fuoco di sbarramento di alcune sigle sindacali». Colaninno si avvarrebbe così di quanto previsto dal decreto 134, con il quale il governo ha modificato la legge Marzano, con il quale «sarebbe quindi possibile l'acquisto di alcuni asset senza trattare con i sindacati».

(www.rassegna.it, 19 settembre 2008)

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