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Spinetta: "gli esuberi saranno 2.100"

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Epifani: "Chiediamo
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Alitalia / Parla l'ad di Air France

Spinetta: "Gli esuberi saranno 2.100" Margini di trattativa "inesistenti"

Non è un aut-aut ma poco ci manca. Ai sindacati che chiedono margini per una trattativa seria su Alitalia, il presidente e amministratore delegato di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, risponde che quei margini "sono inesistenti o limitatissimi". Dunque il gruppo franco-olandese non sembra disposto a modificare il suo piano di acquisizione di Alitalia, presentato il 18 marzo ai rappresentanti dei lavoratori in un incontro tanto teso quanto infruttuoso.

Spinetta ha parlato in una conferenza stampa dopo un incontro durato oltre un'ora e mezza a palazzo Chigi con il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, il ministro dell'Economia e delle Finanze Tommaso Padoa-Schioppa e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta. "Siamo in presenza di un'offerta approvata dai due cda e poi dal ministero dell'Economia - spiega Spinetta. Ma "porre la questione in termini di prendere o lasciare non ha senso. Questo perché - sostiene il manager - non ci troviamo di fronte a un negoziato classico dove si parla di diminuire i costi o aumentare l'efficienza, ma siamo in presenza di una azienda in grande difficoltà".

Per quanto riguarda gli esuberi in Alitalia, Spinetta ha precisato che "sono in totale 2.100': "1.600 in Alitalia Fly e 500 in Alitalia Servizi". "Da quest'ultima passeranno in Alitalia Fly 3.300 lavoratori e di questi 500 potrebbero essere i reali esuberi e quindi beneficiare del piano sociale. Quindi, se fate i conti, in tutto sono 2.100. Una cifra molto lontana dai 4 mila, 7 mila, 8 mila di cui ho letto o sentito". Spinetta ha poi spiegato che "3.300 persone delle 7.400 di Az Servizi saranno internalizzate".

Il manager francese ha poi ribadito che "senza un accordo sindacale per Air France-Klm sarebbe molto difficile impegnarsi in una operazione economica difficilissima come questa". "Abbiamo evidenziato un punto molto importante nel trasporto aereo, un settore che conosco molto bene, cioè che nessuna azienda in difficoltà sia potuta ripartire senza l'adesione, il sostegno e il supporto dei dipendenti. Questo sostegno passa attraverso un accordo maggioritario con le organizzazioni sindacali che li rappresentano". "Sono una persona esasperatamente razionale - ha detto Spinetta - e, considerando i rischi per l'Alitalia di non fare un accordo e i vantaggi dell'intesa, non riesco a immaginare che non si possa arrivare a un accordo". "Forse - ha proseguito Spinetta - i sindacati hanno bisogno di piu' tempo per capire la nostra offerta" ma, ha anche rilevato il manager francese, il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, "ha fissato la scadenza del 31 marzo e restano solo pochi giorni per trovare un accordo".

Il calendario del "caso Alitalia", a questo punto, prevede un incontro tra i dirigenti dell'azienda italiana e i sindacati il 20 mattina. Incontro al quale, per il momento, non è prevista la partecipazione dei vertici di Air France-Klm. Nel pomeriggio del 20 è stato quindi convocato il consiglio di amministrazione di Alitalia.

Sulla sponda del governo, in maniera informale il Consiglio dei ministri ha discusso di Alitalia, più che altro ascoltando il titolare dell'Economia, che avrebbe accennato al rischio commissariamento per la compagnia aerea se l'offerta Air France non andasse in porto.

Un'ipotesi che irrita alquanto i sindacati: “Non è agitando il fantasma del commissariamento che potranno indurci a rinunciare alle nostre richieste, noi vogliamo una trattativa vera”. A dirlo è il segretario nazionale della Filt Cgil, Mauro Rossi. Spiega Rossi: “Gli assunti di piano sono del tutto distruttivi, non solo dell'integrità del gruppo, ma anche di qualsiasi prospettiva industriale per il futuro. O cambiano gli assunti di piano o non è percorribile alcun confronto”. I  sindacati di categoria Filt Cgil, Fit Cisl, UilTrasporti, UglTrasporti e Sdl hanno espresso in una nota unitaria un giudizio “molto critico” riguardo all'incontro con i vertici di Air France, “a partire dalle condizioni cui si è giunti per responsabilità del governo e di tutta la politica, che tenta di lavarsi le mani. Un comportamento inaccettabile per il sindacato, per i lavoratori Alitalia, per l’intero paese”. Proseguono i sindacati: “Gli assunti della proposta riguardo a perimetro aziendale, occupazione, flotta e tempi per il negoziato rendono difficilmente percorribile non solo ipotizzare un accordo, ma addirittura proseguire il confronto”. A giudizio delle cinque sigle, vanno create le condizioni per permettere lo svolgimento di un negoziato vero e sostenibile: “È necessario, quindi, riposizionare la proposta Air France con riferimento all’integrità del gruppo, agli investimenti necessari in flotta e alle prospettive industriali e occupazionali. Solo questo permetterebbe l’approfondimento di un negoziato che a oggi sembra improbabile”.

''Non c'e' un sindacato irresponsabile. Sappiamo che la situazione della compagnia di bandiera e' critica e il fallimento non ci piace affatto, ma non possiamo accettare un piano che non ci convince e soprattutto ricadute occupazionali per migliaia di persone''. Così il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani: ''L'incontro non e' andato bene, tutte le organizzazioni sindacali hanno espresso un giudizio molto negativo perche' ci sono parti del piano che non convincono: l'eliminazione di attivita' che invece bisognerebbe mantenere, il perimetro dell'azienda non e' affrontato correttamente, le prospettive occupazionali sono molto incerte per migliaia di persone, in particolare la situazione di Napoli, Magliana e Malpensa''. Conclude Epifani: ''Spero che Air France possa riflettere, che sposti la propria posizione e si apra al confronto''.

(www.rassegna.it, 19 marzo 2008)

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