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Elezioni / Berlusconi vs Veltroni

Duellanti a distanza

Bisogna rassegnarsi: l'unico piatto sapido della campagna elettorale, lo scontro tv tra i due principali leader e contendenti politici, non sarà servito in tavola. Pare a causa della ritrosia del Cavaliere, Walter Veltroni e Silvio Berlusconi non sono mai nello stesso luogo e non si pongono mai domande e risposte dirette. Si scontrano da lontano, sempre. Uno parla a La7 e l'altro sta da Vespa. Uno manda lettere, e l'altro risponde a mezzo agenzie di stampa. E spesso, in questo ping pong con delay mediatico, si fatica a capire la data replica a quale affermazione faccia seguito. Ma, sebbene difficile, non è impossibile ricostruire le tessere di quanto affermato dai due capicordata mettendoli l'uno di fronte all'altro in un ideale studio televisivo. Berlusconi, ad esempio, è intervenuto alla trasmissione Omnibus su La7 (la puntata andrà in onda il 10 aprile), mentre Veltroni è andato a Porta a Porta (registrato in mattinata per essere trasmesso la sera del 9 aprile). Come due che non si rivolgono la parola perché hanno litigato, comunicano per medium interposto (il canale e il giornalista di turno). Sono dunque duellanti a distanza.

A Omnibus, il Cavaliere ha alzato subito i toni: "Walter Veltroni - ha scandito - mi deve promettere che la sinistra rinuncerà a utilizzare le schede bianche e a commettere i brogli". "Se si impegnasse di fronte agli italiani - ha aggiunto Berlusconi - potremmo cominciare a pensare un po' meno male di lui". E ha spiegato che dopo la decisione di far votare gli italiani "con schede che generano confusione, e questo e' l'ultimo pasticcio e l'ultima prova di incompetenza che ci viene data da questo governo, credo che sia giusto e doveroso che Veltroni si assuma, di fronte al popolo italiano, l'impegno a garantire la regolarita' del voto denunciando qualsiasi tentativo di brogli e lanciando l'appello a tutti i presidenti di seggio affinche' le schede bianche, come prevede la legge, vengano subito al momento dello spoglio, bollate con un timbro per evitare che qualcuno notte tempo le riempia alterando il risultato delle elezioni". Il Cavaliere ha anche chiesto "di adottare finalmente il sistema previsto dalla legge dell'estrazione dai contenitori della singola scheda, una per una. Nelle scorse elezioni, infatti, in moltissime situazioni si sono rovesciate tutte le schede sul tavolo, dividendo il compito di esaminarle tra i vari scrutatori. Questo - ha concluso Berlusconi - puo' portare a infinite irregolarità".

"Ma una persona cosi' pensate che possa governare un Paese?". Questa la replica di Veltroni, secondo il quale Berlusconi "parla di brogli dal '94, brogli che ci sono
stati solo quando perde le elezioni e non quando le vince.
Bisogna finirla - ha aggiunto Veltroni - perche' c'e' una messa in discussione per creare tensioni. Basta, e' roba del passato. Io parlo di cose concrete e la risposta qual e'? Comunisti o i brogli". "Io ho sempre detto che le riforme istituzionali vanno fatte insieme, ma con certi toni il clima e' molto piu' difficile". E poi, riprendendo il tema della potenziale eversione leghista che l'ha indotto a scrivere la famosa lettera al Cavaliere (quella in cui chiede di giurare fedeltà alla Repubblica), Veltroni ha detto che il Pdl ha un "gigantesco problema", quello della "Lega che avra' la golden share, cioe' il controllo del pacchetto di maggioranza". Per Veltroni, il leader del Pdl "non puo' garantire che il suo schieramento sara' contro la secessione e fa fatica a dire che il suo partito si schiera a difesa del tricolore".

Quindi, sempre rivolgendosi a Vespa nel corso del programma Porta a Porta, Veltroni ha spiegato che l'Italia non può continuare ad avere una politica che parla di "stalinismo" e che organizza manifestazioni "con le armature medievali": è ora "di dire ai giapponesi sull'isola che la guerra è finita".  "Immaginatevi - ha detto il leader del Pd - un giornalista straniero che va a Pontida per il giuramento dei leghisti e vede quelli con le armature... Poi c'è quest'altro che parla di stalinismo, di brogli... ma di cosa stiamo parlando?". Quindi, sintetizzando: ''Vorrei che il Pd intercettasse i cittadini che si sono stufati di una politica italiana che ancora, in queste ore, si esprime in termini di odio e litigiosità''.

Dal canto suo, Berlusconi è tornato a replicare alla missiva veltroniana: "Non rispondo a Veltroni perché ho già dichiarato irricevibile la sua proposta. E' una grossa scivolata, una caduta di stile, ed è una chiara ignoranza perché il candidato Berlusconi ha giurato già tre volte sulla Costituzione nelle mani di tre diversi presidenti della Repubblica. E sarò lieto di farlo anche nelle mani del presidente Napolitano". E poi, sempre restando in tema di massime cariche istituzionali, ha chiuso la porta a una possibile di spartizioni delle presidenze di Camera e Senato: "In questo momento - ha detto Berlusconi - non si puo' chiedere a noi di rinunciare ad una carica quando tutte le cariche sono nelle mani della sinistra". "Credo che sara' difficile in questa situazione - ha spiegato -ma avendo loro anche il Quirinale se il presidente della Repubblica decidesse di dimettersi per fare un gesto nei confronti della nuova situazione italiana, allora si potrebbe anche pensare di dare anche una camera all'opposizione". Ipotesi forte, che Berlusconi ha infatti subito definito "un esempio di scuola". "Porto stima al presidente della Repubblica - ha detto il leader dell Pdl - con cui non ho mai avuto un minuto di contrasto. Da lui ho avuto sempre un'accoglienza molto rispettosa e credo che la stima che gli porto sia ricambiata".

Nel frattempo, a qualche chilometro di distanza mediatica, Veltroni bocciava nettamente la proposta berlusconiana di sottoporre a esame psico-attitudinale i pubblici ministeri. "C'è una qualsiasi persona ragionevole, che peraltro si candida a ricoprire importanti cariche istituzionali, che può pensare che serva un esame di sanità mentale per i magistrati?", si è chiesto il leader del Pd. Un esame psico-attitudinale, allora, dice Veltroni, "bisogna farlo anche ai politici, che pure comandano i carabinieri... Allora lo dobbiamo fare anche per i giornalisti tv. E perché (Berlusconi, ndr) non l'ha proposto per i chirurghi?".

Infine un passaggio sulla criminalità organizzata: la mafia e la camorra - ha detto Veltroni - ''possono condizionare il voto come e' avvenuto nel passato, e non vorrei che certe frasi fossero un messaggio''.

(www.rassegna.it, 9 aprile 2008)

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Guida al voto sul sito del ministero dell'Interno