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Retribuzioni, +3% nel II trimestre
Ma l'inflazione cresce di più 

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Retribuzioni, +3% nel II trimestre
Ma l'inflazione cresce di più 

Nel secondo trimestre 2008 i salari sono cresciuti in media del 3 per cento, mentre l’inflazione ad agosto è arrivata al 4,1. Lo rileva l’Istat, precisando che le retribuzioni lorde per unità di lavoro equivalenti a tempo pieno (Ula), al netto degli effetti stagionali, hanno segnato una variazione congiunturale di -2,5 per cento rispetto al trimestre precedente. Si tratta del primo saldo negativo degli ultimi quattro anni.

Il calo è dovuto all’esaurirsi degli effetti temporanei che avevano prodotto un incremento delle retribuzioni nel primo trimestre. Male i servizi, dove l’aumento degli stipendi è stato solo dell’1,9 per cento, mentre nell’industria il tasso di crescita tendenziale (sempre nel periodo aprile-giugno 2008) è stato del 4,1 per cento. 

All’interno del settore industriale, prosegue l’Istat, le retribuzioni per Ula hanno segnato l’incremento tendenziale più marcato nel settore dell’estrazione di minerali (più 12,2 per cento) principalmente a causa di due fattori concomitanti: l’erogazione di incrementi tabellari e una tantum derivanti dal rinnovo di un contratto nazionale di lavoro e il pagamento di premi aziendali molto maggiori di quelli dell’anno precedente in un’impresa di grandi dimensioni. 

Intanto continua la corsa dell'inflazione, ai massimi dal giugno 1996, tanto che l’Istituto di ricerca ha dovuto rivedere al rialzo la stima provvisoria (che dava l’inflazione in discesa al 4 per cento). In particolare, continuano a salire i prezzi dei beni alimentari: nel settore pane e cereali sono aumentati dello 0,6 per cento rispetto a luglio e del 12,2  rispetto allo stesso periodo del 2007. Il prezzo del pane, poi, ha registrato un aumento dello 0,3 per cento su base congiunturale e del 12,2 su base tendenziale, mentre quello della pasta è cresciuto dell'1,1 per cento rispetto al mese precedente e addirittura del 25,6 sul 2007.

«La situazione delle famiglie è drammatica», hanno detto ieri (15 settembre) Federconsumatori e Adusbef, secondo le quali «è necessaria una vera e propria scossa economica. Occorre urgentemente una diminuzione di prezzi e tariffe, di almeno il 15-20 per cento, soprattutto nel settore agroalimentare. E anche l'abbattimento e restituzione dei maggiori carichi fiscali per tutti i prodotti energetici, attraverso la definizione dell'Iva al 10 per cento per il gas e una forte detassazione per le famiglie a reddito fisso, i lavoratori e i pensionati». 

(www.rassegna.it, 16 settembre 2008)

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