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Porto Marghera, il governo sblocca i permessi per il rilancio del polo chimico

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Porto Marghera, il governo sblocca
i permessi per il rilancio del polo chimico

di Giovanni Pascoli

Un grosso sospiro di sollievo. E già si pensa a una grande festa nello storico capannone del Petrolchimico. Per i lavoratori del Polo chimico di Marghera il 19 marzo, festa del patrono dei lavoratori, rimarrà una data impressa per parecchio tempo. Dopo anni di dure lotte, manifestazioni, incontri a ogni livello, migliaia di ore di sciopero, il Consiglio dei Ministri ha deliberato il rilascio della Valutazione di Impatto Ambientale positiva sul progetto del bilanciamento CVM-PVC, atteso da ben nove anni. Si tratta di una svolta impressa sul limite franoso di un pericoloso baratro. Senza questa brusca sterzata infatti sarebbe stata trascinata nel vuoto la corda che lega gran parte delle aziende del Petrochimico. Con drammatiche e imprevedibili ricadute produttive e sociali non solo a Marghera (che da sola rappresenta il 70% della chimica italiana) ma anche nei siti che dipendono dalla produzione lagunare, ossia Ravenna, Ferrara, Mantova e la lontana Porto Torres in Sardegna.

Ma il segretario dei chimici della Cgil veneziana Franco Baldan mette subito in prospettiva il risultato raggiunto: “Da domani si deve iniziare a realizzare la serie di investimenti previsti dall’accordo sulla chimica del dicembre dello scorso anno e noi saremo vigili perché questo si realizzi nei tempi più brevi possibili”. La delibera permette infatti a INEOS Vinyls di riprendere il processo di acquisizione del ciclo del cloro e relativi investimenti produttivi e ambientali. Una operazione che può aprire un vero e proprio rilancio, non solo del polo chimico, ma anche delle aree sulle quali si può pensare ad uno sviluppo industriale ecocompatibile e non solo speculativo. Sulle enormi aree dismesse, e specialmente sulle banchine di Porto Marghera, si aggira infatti da qualche lustro la rincorsa a ipotesi di riutilizzo che mortifichino definitivamente la vocazione industriale di Marghera.

E’ chiaro in questo senso Sergio Chiloiro, segretario generale della Cgil Veneziana: “Spero che con la giornata di oggi si pongano fine ai balletti e alle strumentalizzazioni ai quali abbiamo assistito e che portavano solo sulla strada del superamento e dell’eliminazione dell’industria a Venezia. Su questo si è espressa da sempre la Cgil e lo ha confermato nettamente Guglielmo Epifani che ha sottolineato l’importanza strategica dell’industria nel corso dello sciopero provinciale del 28 gennaio proclamato da Cgil, Cisl e Uil proprio su queste tematiche. E su questo la categoria dei chimici ha avuto il sostegno degli altri lavoratori riuscendo a vincere”.

Sul tasto del rilancio suona anche il segretario generale della Cgil del Veneto: “ Bisogna procedere rapidamente all’ attuazione dell’ accordo su Porto Marghera, evitando che si manifestino quelle resistenze che rendono impraticabile il percorso verso una riqualificazione dell’area nel segno dello sviluppo sostenibile”. Sul tappeto ora si può rilanciare anche il progetto per la realizzazione della nuova centrale a turbogas che – oltre a ridurre l’impatto ambientale della precedente – garantisce vapore ed energia a tutte le industrie del polo chimico. “E’ una vittoria della linea della Filcem e della Cgil di Venezia – afferma finalmente con un sorriso il segretario dei chimici veneziani Baldan – i lavoratori ci hanno seguito difendendo con i denti il loro posto di lavoro anche contro chi sosteneva che ormai la nostra era una battaglia assolutamente persa”.

(www.rassegna.it, 19 marzo 2008)

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