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Crisi politica

Marini rinuncia, si va al voto

''Ho rimesso nelle mani del presidente della Repubblica l'incarico affidatomi, rammaricato per l'impossibilita' di raggiungere l'obiettivo necessario per il paese di una modifica della legge elettorale''. Così il presidente incaricato Franco Marini, al termine del colloquio con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha ufficializzato il fallimento del suo tentativo. "E' diffusa tra le forze politiche la consapevolezza della necessita' di modificare la legge elettorale vigente. Non ho riscontrato pero' l'esistenza di una significativa maggioranza su una precisa ipotesi di riforma elettorale". Marini ha ricordato di avere incontrato le
delegazioni delle forze politiche presenti in Parlamento e di
aver "ascoltato i presidenti delle organizzazioni imprenditoriali
e i segretari delle organizzazioni sindacali più rappresentative,
nonché il comitato promotore del referendum e il comitato per la riforma elettorale. Ma l'esito delle consultazioni non è stato positivo. Il capo dello Stato ha preso atto di quanto comunicato da Marini. A questo punto il cammino è tracciato: scioglimento delle Camere ed elezioni anticipate in primavera.

La giornata
Le consultazioni iniziate giovedì scorso si sono concluse
con il colloquio tra  Marini e il presidente emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. In giornata sono state ricevute le delegazioni dei partiti principali.

'Dopo aver registrato la posizione di tutte le forze politiche del centrodestra che si sono espresse diversamente, credo che questa rischia di essere l'ultima occasione mancata per dare al Paese le regole che consentano di contrastare la frammentazione e l'instabilità'. A dirlo è stato il segretario del Partito Democratico Walter Veltroni, al termine del colloquio con il presidente incaricato Franco Marini. Ha poi aggiunto: 'Quello che volevamo introdurre con la legge elettorale, noi lo introduciamo per via politica. Per noi ci sarà un programma e un partito. Poi, vedremo se ci sarà qualche convergenza, ma sarà valutata a partire dal programma'. ''Spero che ci siano ancora dei margini. Non posso non dire che questa rischia di essere ancora una occasione perduta per il paese''. Ha poi aggiunto Veltroni: ''Ho fiducia nella consueta saggezza del presidente Napolitano alla luce dei contenuti che gli trasmetterà il presidente Marini. Quanto dira' Napolitano sarà da noi assolutamente condiviso''.

'Serve un governo legittimato da un vasto voto popolare che possa essere subito operativo'. Lo ha detto il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi dopo il colloquio con Franco Marini: 'Noi ci auguriamo che il capo dello Stato possa indire subito le elezioni. Da parte nostra c'è disponibilità al dialogo con le persone dall'altra parte'.

'Non esistono le condizioni per dare una vita a una maggioranza parlamentare per fare una legge elettorale'. Lo ha detto il leader di An Gianfranco Fini dopo l'incontro con Marini: 'Non risulta che la Costituzione preveda governi per far fare i referendum o la legge elettorale'.

(www.rassegna.it, 4 febbraio 2008)

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