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Adesioni oltre l'80%
Cortei e presìdi in tutta Italia

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Metalmeccanici /  Nuovo sciopero per il rinnovo del contratto

Tute blu, adesioni oltre l'80%
Cortei e presìdi in tutta Italia

 

Alte adesioni in tutta in Italia per lo sciopero generale di otto ore dei metalmeccanici per il rinnovo del contratto, scaduto il 30 giugno scorso. La partecipazione – spiegano i sindacatio Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil - ha superato l’80 per cento, con presìdi, manifestazioni e cortei molto affollati ovunque.

A Torino, il serpentone di 8 mila operai che ha attraversato le vie cittadine è stato aperto dagli striscioni “Tutti insieme” dei lavoratori della Bertone e da quello della Thyssenkrupp listato a lutto. Due delegati della Bertone e della ThyssenKrupp hanno anche preso la parola dal palco prima del comizio di Bruno Vitali (segretario nazionale della Fim-Cisl). Nelle fabbriche della provincia l’adesione allo sciopero è stata dell’80 per cento, alla Fiat Mirafiori del 70. “Nessuno pensi di fermarci con mance e anticipi” ha dichiarato il segretario generale della Fiom torinese Giorgio Airaudo: “Il contratto è bloccato dalle divisioni di Federmeccanica, siamo stufi di sentir dire che si può fare e non vederlo concluso. Sui soldi non abbiamo margini di contrattazione, l’orario va negoziato in fabbrica dai delegati, la precarietà e i contratti atipici devono trovare un limite. Se nei prossimi giorni non si troverà un’intesa bisognerà andare verso lo sciopero generale con una manifestazione nazionale a Roma”. Nel resto della regione, si è registrata una partecipazione dell’80 per cento ad Alessandria, del 70 a Biella, del 60 a Vercelli.

In Lombardia sono almeno 40 mila gli operai scesi in piazza, che hanno vita a una ventina di presìdi, provocando blocchi e difficoltà su alcune delle principali strade regionali. Bloccate simbolicamente per un’ora la A8 Milano-Varese (da oltre 2 mila lavoratori dell'Alfa Romeo di Arese) e la A4 Milano-Brescia (all’altezza di Bergamo, dove si è tenuto un presidio davanti alla sede della Confapi). Blocchi stradali anche a Legnano e a Gallarate. L’adesione allo sciopero è stata molto alta: 90 per cento a Bergamo, 80 a Brescia (dove si è svolto un corteo con oltre 5 mila lavoratori), in Brianza, a Lecco, a Pavia e in Val Camonica, del 70 a Como e a Varese. Altri presidi si sono tenuti a Cremona, Legnano, Lodi e Mantova.

In Emilia Romagna, un corteo di circa 10 mila operai bolognesi ha prima “invaso” temporaneamente la tangenziale cittadina, per poi dirigersi verso la sede di Un industria; altre manifestazioni a Reggio Emilia e Modena hanno visto la temporanea chiusura dei relativi caselli autostradali. “Si sono fatti dei passi avanti sui diritti – ha spiegato il segretario della Fiom Bologna Bruno Papignani - ma una parte dei padroni non vuole fare il contratto. Questioni come salario e orario non vengono ancora affrontati come si deve e noi non siamo disposti ad accettare le pretese dei padroni: o si fa un accordo o ci saranno altri scioperi”. Presidi anche a Forlì (dove l’adesione ha toccato il 90 per cento), a Parma (con sit in davanti la sede locale di Federmeccanica), a Rimini e a Ferrara.

Adesioni di circa l’80 per cento in Friuli Venezia Giulia: nel comprensorio Alto Friuli si è registrata una media del 65 per cento, a Trieste e Udine del 70, a Pordenone dell’80, a Gorizia del 90 per cento. In Valle d’Aosta l’adesione è stata del 60 per cento, con punte del 70. Forte la partecipazione allo sciopero in Calabria: 95 per cento a Vibo Valentia, 90 nei comprensori di Gioia Tauro e di Castrovillari, 80 a Catanzaro e Reggio Calabria, 70 a Cosenza.

Sciopero riuscito anche in Sicilia. La media ha raggiunto il 95 per cento a Siracusa, l’80 per cento a Catania e Messina, con punte del 100 per cento in alcune singole realtà produttive come il petrolchimico di Gela, le acciaierie di Catania, la Fincantieri di Palermo, i cantieri navali di Trapani, la Fonderia Veral Snai di Ragusa. Successo anche in Toscana, con adesioni molte alte a Firenze e grande partecipazione ai presidi che si sono tenuti a Livorno (davanti la raffineria Eni), Piombino e Massa Carrara. In Veneto, adesione del 90 per cento a Belluno (con corteo cittadino e presidio sotto la sede di Assindustria), a Padova (con numerosi presidi nelle maggiori fabbriche della provincia), a Venezia e a Verona (con cortei che hanno bloccato temporaneamente alcuni raccordi autostradali), dell’80 a Treviso e a Vicenza.

Un corteo è stato organizzato a Genova, dove i manifestanti hanno prima manifestato sotto la sede di Confindustria e poi occupato per alcuni minuti la stazione ferroviaria di Brignole. A Cagliari (dove la partecipazione ha superato l’80 per cento), un sit-in di 300 operai si è tenuto sotto la sede regionale di Confindustria: “La proposta di 60 euro di aumento fatta dagli industriali – ha dichiarato il segretario della Fiom cagliaritana Piero Vargiu – offende la dignità di una categoria che, con il suo duro lavoro sottopagato, contribuisce in percentuali elevate a produrre ricchezza per il Paese”. Buona adesione si è registrata nelle aziende di Trento, mentre a Terni il blocco delle attività produttive è stato totale.

Moltissime le aziende in cui si è raggiunto il 100 per cento di adesioni. Così alla Whirlpool e alla Mahle (Trento), alla Wärtsila Italia (Trieste), alla Graziano (Cuneo), alla Berco, alla Sata, alla Itca e alla Rostagno (Torino), alla Tamini (Legnano), alla Beta (Lodi), alla Iveco (Milano), alla Lucchini (Valcamonica). Lo stesso in numerose aziende di Padova (Acciaierie Venete, Fonderia Anselmi, Dab, Este Meccanica, Mta e Precisa), Treviso (Berco), Venezia (Fincantieri, Appalti Petrolchimico, Elag), Verona (Bonferraro, Ferroli, Fiamm, Aermec), Vicenza (Acciaierie Valbruna, Beltrame), Massa Carrara (Nuovi Cantieri Apuani), Perugia (Mazzoni, Rapanelli, Iverplast, Emu, Cmt), Reggio Calabria (Nes), Al 100 per cento (con punte alte di adesione anche tra gli impiegati) hanno scioperato gli operai della Dalmine, della Marcegaglia, della Same e della Somaschini di Bergamo, della Abb di Lodi, della Trasmital-Bonfiglioli e della Sigma 4 di Forlì.

 

(www.rassegna.it, Rassegna Sindacale, 11 gennaio 2008)

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