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Ccnl Tessile-abbigliamento

Siglato il rinnovo, 94 euro di aumento. E più spazio al secondo livello

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Ccnl Tessile-abbigliamento

Siglato il rinnovo, 94 euro di aumento
E più spazio al secondo livello

di Marco Togna

Una no-stop di 23 ore, poi la firma. Il rinnovo del contratto del tessile-abbigliamento a calzaturiero è arrivato stamani, nella sede milanese di Sistema Moda Italia, dopo una trattativa a oltranza iniziata ieri pomeriggio. L’accordo appesantisce la busta paga di 94 euro (a fronte di una richiesta sindacale di 95) e di una somma una tantum di 114 euro, contiene inoltre importanti novità sulla parte normativa, a partire dalla contrattazione di secondo livello. Il contratto, scaduto il 31 marzo scorso, riguarda 513 mila addetti e 58 mila aziende. E un settore che ha superato la crisi dei primi anni novanta: tornato a crescere a partire dal 2006, l’anno scorso il sistema moda ha segnato significativi aumenti per fatturato (+2,6 per cento), produzione (+2,4) ed esportazioni (+1,9). Numeri che hanno certo aiutato la soluzione della (sempre) spinosa questione degli aumenti salariali.

“Un accordo concluso senza dover ricorrere a iniziative di sciopero”, scrivono Femca Cisl, Filtea Cgil e Uilta Uil esprimendo soddisfazione per il buon esito del negoziato. Il primo compiacimento è per il risultato salariale: 94 euro (al 3° livello super) nel biennio 1 aprile 2008-31 marzo 2010, con 114 euro di una tantum. “Altrettanto importanti – spiega il comunicato sindacale – sono le soluzioni normative convenute, finalizzate ad arricchire le relazioni industriali, rafforzando gli strumenti bilaterali dedicati alle politiche industriali e agli strumenti di valore strategico per il settore, come la formazione, il diritto di informazione e di consultazione”. In tale contesto assume particolare rilevanza la disponibilità a costituire un Ente bilaterale di settore finalizzato a meglio strutturare le relazioni.

Grandi novità anche sulla contrattazione di secondo livello. Il rinnovo prevede infatti “linee guida e riferimenti utili alla sua estensione e qualificazione, sia a livello aziendale sia in sede territoriale, per le materie necessarie ad accompagnare il settore nel processo di costante adeguamento e di riorganizzazione competitiva che ne caratterizza le prospettive”. Le parti, inoltre, hanno convenuto di destinare maggiore attenzione alle competenze professionali, costituendo “un’apposita sede paritetica e tecnica” che avrà il compito di rivedere e riformare l’attuale sistema di inquadramento. Riguardo l’ultimo tema, quello del rafforzamento della competitività e della capacità del settore di rispondere alle esigenze di mercato, “si sono convenute – concludono i sindacati – soluzioni che lasciano protagoniste le Rsu e il confronto negoziale che caratterizzano da sempre il settore in materia di orario e flessibilità”.

La trattativa, com’è tradizione dei tessili, è stata all’insegna della collaborazione tra le parti sociali. Iniziata con largo anticipo rispetto alla naturale scadenza del contratto, ha visto le prime riunioni già in gennaio (lunedì 14 e giovedì 31). Ha avuto solo un momento di difficoltà, dopo l’incontro del 23 aprile: in quell’occasione gli industriali presentarono alcune proposte sull’organizzazione del lavoro nettamente rifiutate dai sindacati, che proclamarono uno sciopero generale per il 6 giugno. Mobilitazione poi rientrata in seguito alla ripresa del confronto nei giorni 3-4 di giugno, incontri che hanno visto il raggiungimento dell’accordo sulla parte economica e sostanziali passi avanti sulle questioni normative più combattute (orari di lavoro, straordinari e ferie). La trattativa, ormai definitivamente impostata, è poi ripresa nel pomeriggio del 9 giugno, per concludersi (dopo un'interruzione di ieri) appunto stamani.

(www.rassegna.it, 11 giugno 2008)

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