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Voto cattolico
e PD

La sintesi alta di Veltroni
Le teo riserve della Binetti

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Voto cattolico e PD

La sintesi alta di Veltroni
Le teo riserve della Binetti

di Frank Barretti

Per andare è andata. L’onda delle fibrillazioni è stata notevolmente ridotta. Ma dire che il problema è alle spalle e che incidenti del genere non si ripeteranno, beh, questo nessuno può affermarlo. Il neonato Partito Democratico andrà incontro ad ogni tipo di malattie infantili, è nell’ordine naturale delle cose; però meglio subito, ché lo sviluppo possa poi procedere con pochi intoppi, fino alla consistenza di un organismo forte e ben formato. Niente c’è di meglio di una battaglia elettorale che, almeno a parole, intenda rimuovere annose incrostazioni, dare aria a un sistema-paese asfittico, sfuggire a sospetti vecchi e nuovi. Il seminario dei cattolici del PD, convocato nella Sala delle conferenze in piazza Monte Citorio, proprio un primo, basilare fraintendimento era chiamato a sciogliere: quello della presenza in lista di candidati radicali, e tra essi di Emma Bonino, bollati come anticlericali e mangiapreti, accanto a tanti esponeni cattolici di piena osservanza, insomma il Diavolo e l’Acqua Santa se si pensa ai temi sensibili e non negoziabili, sospinti un giorno sì e l’altro pure dalla Chiesa verso la pubblica riprovazione. Con la discesa in campo dell’Osservatore Romano, dell’Avvenire, di Famiglia Cristiana, dissuasione dispensata a piene mani e su vari registri, fino all’indegno attacco portato contro la candidatura dell’oncologo Umberto Veronesi in nome di una non meglio identificata “antropologia di riferimento”, cioè di una obbedienza cieca del mondo della scienza ai dettami teologici della Chiesa di Roma, oggi, all’alba del Terzo Millennio. Manovre di appesantimento nei confronti del PD, progetto mai amato da Ruini e dal suo entourage, guardato con apprensione da una parte della Curia. Ricordate il discorso da scontro frontale, ispirato da Ruini, e letto dal Papa dinanzi al Veltroni sindaco, seguito poi da una vistosa correzione di toni e di rotta?

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La risposta di Veltroni all’ala cattolica del suo partito non poteva essere ispirata che dai criteri della verità e dell’evidenza del progetto politico. “Caricaturali” le divisioni tra laici e cattolici. Anche il mondo laico deve essere, e lo è, “eticamente esigente”. In ogni caso, l’obiettivo è quello di “un incontro virtuoso”. Questione radicale? “Li abbiamo convinti a non apparentarsi, come volevano loro, ma ad entrare nelle liste, impegnandoli a sottoscrivere, impegnandosi a sottoscrivere il programma e a superare una pura cultura identitaria. Da soli, sì, che avrebbero finito per assumere posizioni veramente laiciste. Invece hanno accettato la cultura del dialogo e della mediazione”. Le posizioni della Chiesa? “Valori come la famiglia, la dignità della persona umana, i limiti che la scienza deve porsi, interpellano tutti. Solo una visione superficiale può considerare queste sollecitazioni come interferenze o ingerenze”. E’ il punto chiave sul quale si giocano le sorti di una “sintesi alta” che Veltroni intende veder realizzata nel PD, sintesi che deve aver successo altrimenti “rischiamo di tornare ai tempi di Porta Pia”. Il che significa che occorre “superare la contrapposizione secca tra laici e cattolici che si bollano reciprocamente come laicisti e oscurantisti” e indirizzarsi verso una “laicità eticamente esigente, che sostituisca la cultura dell’au-aut con quella dell’et-et…Con pazienza e umiltà bisogna costruire un punto comune che non opprima le posizioni di ciascuno”.

Virtù da esercitare qui e adesso, laicamente e in tempo di candidature. Sostiene Veltroni che nel PD “non serve usare il bilancino, dire quanti laici ci sono e quanti cattolici, perché nel nostro partito coesistono, per fortuna, forze diverse”. Come che sia, annuncia due candidature-simbolo di stretta provenienza cattolica. Dal mondo mediatico arriva il giornalista Andrea Sarubbi 37 anni, animatore e telecronista dei papa boys di wojtyliana memoria a Tor Vergata, oggi conduttore di rubriche religiose su Rai1. Poi c’è il filosofo Mauro Cerruti, uno degli estensori della Carta dei valori del PD. A Milano si dà per certa Maria Grazia Guida, esponente della Caritas del capoluogo lombardo. E’ poi in atto un pressing molto forte su Giorgio Vittadini, ex presidente della Compagnia delle Opere, cooperative bianche che fanno riferimento all’area di Comunione e Liberazione. Un processo di ricerca, e di trattative, in atto in ogni regione. Lo strumento è quella della mano tesa di Veltroni che promette: “Cercheremo una sintesi tra laici e cattolici sui temi eticamente sensibili, a partire dal testamento biologico”. In questo senso qualcosa si è già mosso con una mozione sulla legge 194, cioè sulla piena applicazione della stessa, firmata da tutte le senatrici del PD. Una dichiarazione di intenti, un impegno che entra a far parte del programma elettorale. La Binetti si dice convinta dalle parole di Veltroni, “del resto nessuno di noi ha mai voluto o cercato di arroccarsi sulle proprie identità. Certo speriamo che Veltroni riesca a moderare lo spirito laicista dei radicali”.

Riserva non solo rituale. La signora Binetti è tosta. Lo ha già provato e provoca un brivido di allarme una sua intervista al Giornale berlusconiano in cui afferma che, se fosse necessario, vorebbe assieme al PdL. Smentita di rito che non annulla un retropensiero nienteaffatto benevolo. Per il momento basta e avanza. Al seminario dei catto-pd è intervenuto il teologo Carlo Nanni, salesiano come il cardinale Bertone e suo amico personale. Poi lo storico Guido Formigoni e il sociologo Franco Garelli. Il fondatore della Comunità di Sant’Egidio, prof. Riccardi, augura al PD “un bel futuro, la sua avventura sarà decisiva per ridare identità all’Italia”. Tutto OK, per il momento. Ma in molti vanno a scorrere l’Avvenire. Oggi solo cronaca. Don Camillo cosa starà pensando?

(www.rassegna.it, 28 febbraio 2008)

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