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Stati Uniti / Primarie democratiche

Sindacati sempre più pro-Obama

Con Clinton rimangono insegnanti e impiegati pubblici

di Alessandro Coppola

Due nuove adesioni sindacali sono arrivate fra giovedì e venerdì scorsi a confermare ulteriormente l’ascesa di Obama non solo nel voto popolare ma anche nelle preferenze dei grandi elettori del Partito democratico. Incassato definitivamente il sostegno della larga maggioranza della Comunità afro-americana – sottolineato dal passaggio clamoroso di un suo leader storico ed oggi membro della Camera dei Rappresentanti, John Lewis, dal campo di Hillary Clinton a quello del Senatore dell’Illinois – le adesioni nazionali di Seiu (Service Employees International Union) ed Ufcw (United Food and Commercial Workers) potrebbero contribuire a una crescita ulteriore della presa della candidatura di Obama sull’elettorato ispanico, elettorato di grande peso in stati come Texas, Ohio e Pennsylvania nei quali le primarie democratiche si terranno rispettivamente il 4 Marzo ed il 22 Aprile prossimi.

In realtà, l’adesione della federazione californiana Seiu non si era rivelata sufficiente ad impedire il netto prevalere della candidatura della Clinton nell’elettorato ispanico in occasione del voto di quello stato il 5 febbraio scorso. Mutato il quadro complessivo a favore di Obama – anche dal punto di vista del contributo ispanico alle sue più recenti affermazioni – l’adesione nazionale di Seiu potrebbe ora giocare un ruolo maggiore.

Con i suoi 1.9 milioni di iscritti nel settore dei servizi, la Seiu è una delle più potenti organizzazioni sindacali del Nord-America. Una potenza non solo organizzativa ma anche finanziaria, se si considerano i 25 milioni di dollari impiegati in spese elettorali negli ultimi vent’anni. Ma l’adesione della Seiu è rilevante anche per un’altra ragione. Il sindacato rappresenta infatti una delle voci più presenti e visibili sul problema molto delicato, anche dal punto di vista elettorale, della regolarizzazione degli immigrati entrati clandestinamente nel paese che ha proprio negli ispanici – massicciamente impiegati nel ciclo dei servizi poveri – i protagonisti principali. Entrambi i candidati democratici - ma su questo lo stesso McCain si è sempre distinto per posizioni molto avanzate nell’ambito del Partito repubblicano – si battono per una legge di riforma delle norme sull’immigrazione che contenga un dispositivo di regolarizzazione degli stranieri entrati illegalmente nel paese. Ma senza dubbio l’adesione della Seiu alla candidatura di Obama sottolinea la vicinanza di quest’ultimo alla causa della legalizzazione degli immigrati clandestini.

Ancora una volta la speranza di Obama prevale sulle soluzioni di Clinton
“Non ricordo un conflitto sindacale in Illinois o nel resto del paese nel corso del quale ci sia mancato il supporto del Senatore Obama”, dichiarava pochi giorni fa il presidente della Seiu, Andy Stern, all’Associated Press. Aggiungendo però che “schierarsi contro Hillary Clinton è molto doloroso, vista la sua grande amicizia nei confronti del nostro sindacato”. La centralità che i temi sociali e in particolare quelli legati alle condizioni della working America hanno assunto nella campagna della Clinton è infatti innegabile. Sembra però che ancora una volta si confermi il clima delle ultime settimane nel quale le soluzioni per l’America – lo slogan più utilizzato della campagna di Hillary Clinton – cedano il passo di fronte alla speranza e al cambiamento ossessivamente predicati da Obama. “Oggi quando il mio sindacato ha ufficialmente scelto Obama come suo candidato, ho sentito la stessa onda di speranza che sta spazzando il paese – scriveva su un blog una militante Seiu – il momento di reclamare il sogno americano per i lavoratori è arrivato e Barack Obama ne é la garanzia!”

Posizione condivisa anche dai dirigenti dell’altra grande categoria sindacale che ha annunciato nei giorni scorsi la propria adesione alla sua candidatura. La Ufcw - United Food and Commercial Workers – conta 1.3 milioni di iscritti nella grande distribuzione e nell’industria alimentare. I meatpackers – dei quali una pellicola arrivata la scorsa estate anche in Italia, Fast Food Nation, documentava le spesso terribili condizioni di lavoro – rappresentano una delle categorie principali di insediamento del sindacato, in cui ancora una volta il peso dell’immigrazione ispanica anche clandestina è assai rilevante. Il peso elettorale degli iscritti all’Ufcw, che è peraltro la struttura sindacale più giovane del paese con il 40% dei suoi iscritti al di sotto dei trent’anni, è significativo non solo in Ohio (69.000 membri) ed in Texas (26.000) ma anche in Wisconsin (19.000 membri) dove si voterà il prossimo 26 febbraio. “Entrambi i candidati sono molto attenti alle questioni del lavoro, ma c’è qualcosa nel Senatore Obama che ha mobilitato sia i nostri quadri dirigenti sia i nostri iscritti”, ha dichiarato Joseph Hansen – il presidente dell’Ufcw – al New York Times.

Colpisce delle dichiarazioni ufficiali di adesione da parte dei sindacati, come nei tanti post lasciati qui è là nella rete da parte dei lavoratori, il tono drammatico e talvolta intensamente poetico. Si tratta ovviamente di una poesia della vita quotidiana che ci fa pensare a testimonianze di un mondo lontano, da infanzia del movimento operaio. Toni che in Europa raramente ci troviamo ad incontrare. La Ufcw sceglie il sogno di Obama perché rappresenta le speranze quotidiane dei suoi iscritti: “Stiamo parlando dei sogni dei meatpackers che lavorano tante ore al giorno per fare in modo che il desiderio dei propri figli di andare al college e di avere una vita migliore possa diventare realtà, stiamo parlando della possibilità che i sogni delle cassiere e dei commessi possano diventare realtà. Il tema di queste elezioni sono i sogni della gente che lavora duro in ogni angolo del paese. Donne e uomini che meritano di avere dei rappresentanti che lavorino duro quanto loro”. Ora, perfino a noi europei ormai anestetizzati, è facile capire come un uomo che predica la speranza dall’Atlantico al Pacifico possa mobilitare così tanti americani.

(www.rassegna.it, 18 febbraio 2008)

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