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Prestito personale anche
per i pensionati pubblici

Come pensionato di un Ente locale, posso avere un prestito personale dal fondo creditizio dell’Inpdap?
Sì. In base al decreto ministeriale del 7 marzo 2007 n. 45, anche i pensionati ex dipendenti pubblici iscritti all’Inpdap, all’Inps e all’Ipost potranno avere prestiti concessi dal Fondo Creditizio dell'Inpdap, versando un contributo pari allo 0,15% della pensione. Coloro che sono titolari di prestazioni, inferiori a 600,00 € mensili lordi, potranno farlo a titolo gratuito. La stessa possibilità, già prevista obbligatoriamente per i dipendenti pubblici iscritti all’Inpdap, è altresì estesa ai dipendenti pubblici di altri Istituti previdenziali, come nel caso del personale di enti non economici (parastato), per lo più assicurati all’Inps. Per questi, il contributo è dello 0,35% dello stipendio. Tra i nuovi beneficiari ci sono anche gli ex dipendenti delle ferrovie andati in pensione entro il 31 dicembre 1985 e gli ex dipendenti delle poste pensionati entro il 28 febbraio 1998.

Quali sono le prestazioni creditizie erogate dall’Inpdap?
L’iscrizione al Fondo credito consente di chiedere uno dei seguenti prestiti a tasso agevolato:
• piccoli prestiti, di importo variabile da due a otto mensilità, senza presentare alcuna documentazione di spesa;
• prestiti pluriennali della durata da cinque a dieci anni per necessità personali o familiari, con trattenuta massima non superiore a un quinto dello stipendio;
• mutui ipotecari della durata di 10 fino a 30 anni, per l’acquisto della prima casa o per la rinegoziazione dei mutui erogati da aziende di credito.
Queste prestazioni non sono obbligatorie, ma vengono concesse nei limiti della disponibilità di bilancio.

Come avviene l’iscrizione al fondo credito dell’Inpdap?
L’iscrizione al fondo credito avviene d’ufficio, con il meccanismo del silenzio assenso, a decorrere dal mese di novembre 2007. I pensionati che non volessero aderire devono comunicarlo per iscritto entro e non oltre il 31 ottobre. È comunque prevista la possibilità di recedere dall’iscrizione entro sei mesi dal pagamento della retribuzione o della pensione sulla quale è stata operata la prima ritenuta a favore del fondo credito, trascorso tale termine non è più possibile revocare la trattenuta. In caso di mancata adesione o di recesso è preclusa la possibilità di riscriversi e non sarà più possibile accedere alle prestazioni creditizie del fondo Inpdap. Per questo è bene che la scelta venga effettuata dopo una attenta valutazione.
L’INCA CGIL, con i suoi operatori, offre gratuitamente ai pensionati e dipendenti una qualificata consulenza per aiutare una scelta consapevole.

 

(www.rassegna.it, settembre 2007)

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