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Chiusura ufficiale a Torino. Cassa integrazione per 100 lavoratori

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Chiusura ufficiale a Torino.
Cassa integrazione per 100 lavoratori

E' cessata oggi ufficialmente l'attività produttiva nell'acciaieria torinese della Thyssenkrupp. Nel contempo scatta la cassa integrazione per 100 lavoratori: 60 saranno ricollocati entro quest'anno, i restanti 40 entro il prossimo. Lo prevede l'accordo raggiunto questa mattina a Roma al ministero per lo Sviluppo economico, da azienda, sindacati e istituzioni. 'Con l'accordo - spiega il segretario generale della Fiom torinese Giorgio Airaudo - diamo certezza al futuro dei lavoratori della Thyssenkrupp. C'é garanzia per tutti, ma forse l'azienda poteva riparare al danno inflitto alla comunità locale anche riaprendo un'attività industriale nell'area torinese'. In carico alla Thyssen ci sono attualmente 18 impiegati e 129 operai, una parte dei quali ha svolto in questi due mesi attività di sorveglianza degli impianti. La cassa integrazione interessa 100 lavoratori perché gli altri hanno i requisiti per andare in pensione o hanno trovato un altro lavoro. Alcuni saranno impiegati per lo smontaggio dello stabilimento. La ricollocazione avverrà in aziende del territorio torinese, che hanno già espresso interesse 'per profili professionali coerenti', o attraverso le agenzie di outplacement anche attraverso processi di riqualificazione. La Thyssenkrupp, secondo quanto si è appreso, ha ribadito la disponibilità a favorire trasferimenti consensuali a Terni e a Milano e ha dichiarato che, al termine del biennio, se fosse necessario, ci saranno processi di ricollocazione in altre aziende della provincia di Torino del gruppo. L'azienda si è inoltre impegnata a favorire la reindustrializzazione delle aree: nell'ambito della cessione dei terreni, le aziende che s'impegneranno ad assumere lavoratori avranno uno sconto sul prezzo dei terreni.

"Sul fronte della reindustrializzazione dell'area - si legge in una nota del ministero dello Sviluppo economico - le istituzioni locali hanno valutato positivamente la disponibilità dell'azienda ad individuare un percorso preferenziale per la cessione delle proprie aree alle stesse istituzioni, anche al fine di creare nuovi posti di lavoro. A questo proposito, Governo e istituzioni locali, confermano la volontà di inserire le aree in questione in quelle di interesse pubblico".

'L'intesa garantirà ai lavoratori, per almeno due anni, il trattamento di cassa integrazione straordinaria, con adeguate incentivazioni economiche a carico dell'azienda. Inoltre restano confermate tutte le misure a favore dei lavoratori che volessero trasferirsi negli stabilimenti di Terni o di Milano, o che volessero lasciare spontaneamente l'azienda'. A dirlo è il segretario nazionale della Fiom Cgil Fausto Durante, commentando l'accordo siglato a Roma. Continua Durante: 'Viene riconfermato anche il piano della ricollocazione al lavoro nell'area torinese di tutti i dipendenti non interessati alle misure alternative previste. E' di particolare significato l'impegno ottenuto oggi dall'azienda a riassumere in altro stabilimento del gruppo ThyssenKrupp dell'area torinese tutti i lavoratori eventualmente non ricollocati alla fine del percorso previsto dall'accordo'. Durante sottolinea che 'la tragedia della ThyssenKrupp di Torino e tutte le sue drammatiche conseguenze sui lavoratori non possono essere risolte neppure dal migliore degli accordi sindacali. Tuttavia con l'intesa di oggi abbiamo fornito una prima forma di tutela del reddito e, inoltre, una prospettiva di ritorno al lavoro. Resta invece evidentemente aperto il tema della responsabilità dell'azienda e dei suoi dirigenti rispetto alla strage di Torino; responsabilità su cui, dopo il rinvio a giudizio, toccherà pronunciarsi ai tribunali della Repubblica'.

(www.rassegna.it, 3 marzo 2008)

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