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La contrattazione di secondo livello entra nei call center. Grazie agli accordi firmati la scorsa settimana con Almaviva e Comdata (in tutto 16.000 dipendenti: le due più grandi aziende italiane del comparto), e agli altri che saranno definiti nelle prossime settimane, l’80 per cento degli addetti del settore saranno coperti da un contratto aziendale.
“Certo, la strada da fare è ancora tanta, tuttavia questo è un risultato di grande rilievo – commenta
Alessandro Genovesi, della segreteria nazionale della Slc –, se solo si considera che fino a un anno e mezzo fa tutti i lavoratori erano impiegati a progetto. Questi accordi sanciscono il passaggio alla seconda fase della nostra azione sindacale. Dopo una prima fase di lotta alla precarietà contrattuale (agevolata anche da alcune circolari dell’allora ministro Damiano e dalla Finanziaria del 2007,
ndr), caratterizzata dalle stabilizzazioni, si arriva ora alla lotta alla precarietà salariale – cioè agli stipendi bassi – e a quella d’impresa”.
Su tutti e due i fronti l’accordo con Almaviva (di cui fa parte Atesia) consegue alcuni risultati importanti. Il passaggio volontario dalle 4 o 5 ore alle 6 ore di lavoro giornaliero per 4.150 lavoratori porterà a un incremento medio salariale di 220 euro al mese, cui va aggiunto anche il premio di risultato con un unico parametro di riferimento nazionale, così congegnato proprio per evitare forme di discriminazione e competizione tra i diversi siti e le diverse commesse, che non è il lavoratore a scegliere. Si alza anche il livello d’inquadramento di riferimento, che diventa ora il quarto, con un importante investimento, dunque, sulla qualificazione professionale.
Sull’altro versante, quello della precarietà della gestione d’impresa, da segnalare l’introduzione di una pianificazione certa di permessi retribuiti e ferie, prima gestiti a totale discrezione dell’azienda (e spesso usati come mezzo di controllo e consenso): l’accordo prevede, infatti, che almeno il 10 per cento della forza lavoro su ciascuna commessa ha diritto a usufruire di ferie e permessi, e l’unico criterio di assegnazione è quello dell’ordine di prenotazione da parte del lavoratore. |