Malpensa

Così stabili e così provvisori

Parla Susanna Camusso (Cgil Lombardia)

E ora la contrattazione
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Malpensa / Una ricerca sugli addetti ai servizi

Così stabili e così provvisori

Una situazione paradossale, determinata da cambi d'appalto e soprattutto di concessione

di Anna Avitabile

Quali possibilità hanno di migliorare le proprie condizioni di lavoro una commessa part time di un piccolo negozio, una socia di cooperativa addetta alle pulizie, un giovane dipendente di una società di catering? Quasi nessuna, se presi nella loro singola realtà produttiva. Molte di più, se considerati come partecipanti di una grande impresa che si chiama aeroporto. Nasce a Malpensa per iniziativa congiunta di Filcams e Cgil, sia di Varese che regionale, un’iniziativa che riesce a cogliere due piccioni con una fava: conoscere meglio una realtà lavorativa frantumata in 130 unità produttive e formare un gruppo di delegati abituati a ragionare come addetti di un unico sito produttivo. Alla base del progetto, il corso organizzato dall’ufficio formazione delle Cgil Lombardia per una ventina di giovani iscritti e delegati della Filcams, durato un anno (dal gennaio 2007 al gennaio di quest’anno), durante il quale i partecipanti hanno definito un questionario, lo hanno distribuito a mille lavoratori dello scalo, iscritti e non al sindacato, hanno elaborato le risposte e infine hanno organizzato un convegno (a Malpensa il 20 febbraio scorso) per ragionare sui risultati ottenuti.

La “Ricerca sui lavoratori occupati nei settori del terziario, turismo e servizi a Malpensa” parte dal dato di fatto che i circa 3.000 addetti che dal punto di vista sindacale fanno riferimento alla categoria del commercio lavorano tutte nella stessa sede aeroportuale. Ma hanno in comune anche un’altra condizione: un’impresa terza (la società di gestione aeroportuale Sea) ha il potere di decidere – tramite i contratti di appalto e di concessione – riguardo alla continuità o meno dell’attività delle imprese di cui sono dipendenti e dunque del relativo posto di lavoro, senza peraltro avere alcun obbligo nei loro confronti. Da qui la situazione per qualche verso paradossale per cui, assunti in maggioranza con contratto a tempo indeterminato, soffrono di una condizione di continua incertezza determinata dai cambi d’appalto e soprattutto di concessione. Perché se è vero che nei cambi d’appalto c’è chi, come gli addetti alle pulizie, è (almeno sulla carta) contrattualmente garantito, lo stesso non si può dire per i dipendenti dei negozi, che in caso di mancato rinnovo della concessione non possono far valere alcun diritto riguardo al proprio posto di lavoro.

L’indagine effettuata dai delegati mette in evidenza che esistono condizioni molto differenziate, sia all’interno di questo insieme di lavoratori, che fanno capo a tre diversi contratti, sia soprattutto nei confronti dei dipendenti della Sea: più della metà degli addetti del terziario non ha diritto a utilizzare i servizi (mensa, parcheggi e trasporti) gestiti o convenzionati dalla società. Una situazione di disagio, tanto più pesante per le lavoratrici e i lavoratori a part time, con bassi stipendi e orari disagiati, oltre che provenienti da un bacino territoriale assai ampio (significativa è la richiesta dell’87 per cento delle lavoratrici dell’istituzione di un asilo per i figli). “Se lavorassero in un’unica impresa – osserva Renato Losio, segretario generale della Filcams Lombardia –, questi 3.000 addetti avrebbero in modo scontato questi servizi e benefit. Invece, così frammentati risultano finora invisibili”. E invisibile appare anche il loro contributo al funzionamento dell’aeroporto, tant’è vero che in concomitanza con le scadenze degli appalti e delle concessioni incontrano enormi difficoltà in termini di cambio degli orari e delle mansioni, oppure sono costretti a subire pressioni e ricatti da parte delle singole direzioni aziendali.

Le richieste rivolte al sindacato sono univoche: maggiore presenza e maggiore capacità di stabilire regole comuni per tutti quegli aspetti trasversali che li accomunano agli altri lavoratori dello scalo lombardo (in un sito produttivo come un aeroporto, nato con vocazione di hub, oltre agli addetti del terziario sono presenti anche lavoratori dei trasporti, funzionari pubblici, bancari, edili, metalmeccanici, chimici). Il sindacato del commercio Cgil ha iniziato a ragionare in un’ottica di sito produttivo: una modalità innovativa, tanto più necessaria in una fase d’incertezza che coinvolge tutti i lavoratori del sito.

(Rassegna Sindacale, www.rassegna.it, 6 marzo 2008)

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