SICUREZZA

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Sicurezza / Intervista a Paola Agnello Modica

Finalmente il decreto, "ma che nessuno lo stravolga"

di Paolo Andruccioli

Con il varo del decreto sulla sicurezza da parte del Consiglio dei ministri della scorsa settimana si è fatto un passo avanti importante verso il traguardo finale del nuovo Testo Unico e di tutte le norme sulla sicurezza del lavoro. Alla segretaria confederale Cgil, Paola Agnello Modica, che ha seguito tutto l’iter politico e negoziale, chiediamo quali sono le principali novità. “Prima di tutto voglio ribadire che la nostra valutazione è complessivamente positiva, sia per quanto riguarda il metodo sia per quanto attiene al merito – esordisce Agnello Modica –. I ministeri della Salute e del Lavoro hanno lavorato insieme e hanno mantenuto sempre aperto il confronto con le parti sociali. Non era un fatto scontato e non è un fatto usuale che due ministeri riescano a lavorare in sintonia”.

Rassegna E per quanto riguarda il merito?

Agnello Modica Gli elementi positivi sono molti. Ne ricordo solo alcuni. Prima di tutto è importante la decisione, prevista dal testo di legge, di lanciare una grande campagna informativa nazionale sui temi della sicurezza sul lavoro. L’altro elemento importante riguarda il senso più generale del provvedimento che, già dall’articolo uno, chiarisce che sulla sicurezza ci deve essere un’omogeneità di trattamento fra tutti i lavoratori e le lavoratrici, senza differenze di genere, età, nazione (lavoratori immigrati). Vengono previsti così livelli essenziali che valgono per tutti, e questo dà il senso che il provvedimento non considera i lavoratori come strumenti della produzione, ma come è giusto considerarli, uomini e donne che lavorano. La novità consiste poi nel fatto che le norme interessano anche gli appalti. La valutazione dei rischi va estesa a tutto il processo lavorativo. E questa è anche la riprova che la prevenzione è il vero pilastro del provvedimento. La valutazione dei rischi va fatta sempre in tutte le fasi degli appalti, anche con il rischio dell’interferenza. Si ridà così valore all’informazione e alla formazione alla sicurezza, che devono coinvolgere i lavoratori, ma anche gli stessi datori di lavoro. Questo riguarda dunque la qualificazione delle imprese. L’altro elemento di novità riguarda l’estensione a tutti i lavoratori e a tutte le imprese del diritto al Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (Rls) che, quando necessario, sarà anche un Rls di sito. In ogni caso il diritto è per tutti i lavoratori, a prescindere dalle dimensioni aziendali.

Rassegna Che cosa rispondi alle critiche di Confindustria?

Agnello Modica Ribadisco che il cardine del provvedimento è proprio la prevenzione. È chiaro che se non si fa prevenzione e succedono gli incidenti a quel punto è giusto che scattino le sanzioni. Devo anche chiarire che le sanzioni di cui tanto si è parlato nei giorni della discussione del provvedimento sono molto al di sotto del limite della delega 123. Le sanzioni sono cioè meno pesanti delle iniziali previsioni, anche perché poi il governo ha fatto la scelta di calibrare le sanzioni all’effettività del rischio. Ma il perno su cui girano le nuove norme rimane quello della prevenzione.

Rassegna Ora il provvedimento dovrà passare l’esame delle commissioni parlamentari e della Conferenza Stato-Regioni. Che cosa possiamo prevedere?

Agnello Modica Se qualcuno vuole stoppare o stravolgere il provvedimento non può pensare che il sindacato stia lì a guardare inerme. A questo punto tutti devono assumersi le proprie responsabilità, nel rispetto della vita. Sulla competitività a tutti i costi, deve fare premio quel rispetto della vita di cui si parla molto anche in riferimento ad altri problemi etici. Spero quindi che il processo verso l’approvazione definitiva in Consiglio dei ministri sia spedito e senza intoppi.

Rassegna Qual è il tuo giudizio sull’operato delle parti sociali e sul ruolo del sindacato?

Agnello Modica Le parti sociali non sono un blocco unico e non si sono comportate come tali. Ci sono stati molti momenti di attenzione da parte di associazioni dei datori di lavoro rispetto al sindacato e al suo ruolo di rappresentante dei lavoratori. Lo stesso testo del provvedimento prevede un ruolo preciso delle organizzazioni dei lavoratori per l’effettiva attuazione futura delle nuove norme sulla sicurezza. La legge andrà applicata e ci dovrà essere una precisa vigilanza istituzionale. Ma noi pensiamo che sia fondamentale anche la vigilanza sociale. Io mi aspetto che tutti i nuovi Rls chiedano copia del documento di valutazione del rischio della loro azienda, sia quello specifico sia quello relativo all’interferenza. I rappresentanti aziendali della sicurezza e le organizzazioni sindacali dovranno chiedere informazioni sui costi della sicurezza degli impianti e sui meccanismi degli appalti, sia nella contrattazione integrativa sia in quella nazionale. In tutti i livelli della contrattazione si rimettono al centro le condizioni lavorative e quindi la sicurezza. In questi giorni l’ex ministro del Lavoro, l’onorevole Maroni, si è lamentato per l’eccessivo ruolo assegnato dalla nuova legge al sindacato nei luoghi di lavoro. Io penso che questa sia una concezione dei lavoratori come persone di serie B e un segno della logica paternalistica che guida l’ex ministro. In realtà i lavoratori devono avere piena dignità e, siccome in azienda hanno comunque situazioni impari rispetto ai datori di lavoro, è giusto che ci sia una legislazione di sostegno che ribadisca appunto la loro dignità come persone. A partire proprio dalla sicurezza nei luoghi di lavoro.

(www.rassegna.it, 11 marzo 2008)

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