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Migliaia
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Tragedia a Molfetta

Migliaia in piazza
per la sicurezza sul lavoro 

I nomi delle cinque vittime: Guglielmo, Biagio, Michele, Luigi, Vincenzo. E poi un minuto di silenzio seguito da un lunghissimo applauso. Così si è chiusa a Molfetta (Bari) la manifestazione di cordoglio in memoria dei cinque morti della Truck Center. I sindacati hanno proclamato quattro ore di sciopero a livello provinciale e due in tutta la Puglia, anche per chiedere l'approvazione immediata dei decreti attuativi del Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro. Tutto ciò mentre a Genova si celebravano i funerali di Fabrizio Cannonero, operaio portuale morto per una caduta nella notte tra il 28 e il 29 marzo mentre stava effettuando le operazioni di scarico di alcuni container da una nave ormeggiata nello scalo ligure. 

A Molfetta hanno sfilato in 5.000 per le vie della città, fino a raggiungere e gremire piazza Paradiso. Molti giovani e studenti, pensionati e cittadini, assieme ai militanti dei sindacati, hanno ascoltato gli interventi conclusivi dei rappresentanti delle segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil. Tra gli striscioni presenti, uno in particolare recitava “Onore agli eroi, il lavoro è una nobile causa”. E poi, su un balcone che si affaccia sulla piazza, un altro che diceva: “Molfetta piange per voi”.

“La vostra presenza alla manifestazione di oggi – ha esordito Antonio Foccillo della Uil – ha un solo significato, dire basta alle morti sul lavoro. Occorre prendere coscienza e l'intero paese, i lavoratori autonomi, le banche, la ferrovia, i metalmeccanici e i semplici cittadini si fermino almeno per un'ora”. Sergio Betti (Cisl) ha parlato di una giornata “triste, carica di angoscia e di dolore. Morire sul lavoro non è giusto e potrebbe essere evitato. Tuttavia - ha aggiunto – è incomprensibile l'atteggiamento di Confindustria che critica il decreto che il governo sta per varare. Le norme non impediscono le morti – ha concluso –, ma certo servono ad alzare l'attenzione delle imprese e di tutti quanti sono impegnati oggi sul fronte della sicurezza”.

Di dolore e solidarietà ha parlato Paola Agnello Modica, segreteria confederale della Cgil, ricordando che “oggi il 92 per cento degli infortuni mortali e l'89 per cento degli incidenti sul lavoro accadoono nelle imprese con meno di 15 addetti”. Ha poi concluso la dirigente sindacale: “Servono sviluppo di qualità e lavoro di qualità. La sicurezza dei lavoratori non deve essere considerata un mero costo, e le sanzioni servono per rendere più efficace l'applicazione di una norma”.

(www.rassegna.it, 5 marzo 2008)

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