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Un'analisi Iarc

Lavoro notturno, edilizia, vigili
del fuoco: c'è il rischio cancro

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2001

Una ricerca collega il lavoro notturno al cancro al seno

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Un'analisi Iarc

Lavoro notturno, edilizia,
vigili del fuoco: c'è il rischio cancro

di Diego Alhaique

Il lavoro a turni che comporta alterazioni del ritmo circadiano (il lavoro notturno) è “probabilmente cancerogeno per l’uomo” (gruppo 2A della classificazione Iarc). L’esposizione lavorativa della mansione di pittore edile è “cancerogena per l’uomo” (gruppo 1). Quella di vigile del fuoco “può essere cancerogena per l’uomo” (gruppo 2B). Queste le conclusioni cui è recentemente pervenuto un gruppo di esperti (24 scienziati di dieci paesi) dell’Agenzia internazionale di ricerca sul cancro (Iarc), dopo un’ampia rassegna e un’approfondita analisi della letteratura scientifica in materia.

Tutte e tre le attività lavorative analizzate presentano un complesso di fattori d’esposizione che rende assai difficile attribuire specificamente il tasso di rischio di ciascuno di essi. Gli studi epidemiologici hanno evidenziato che il lavoro notturno protratto presenta un rischio più alto di cancro mammario rispetto a quello delle lavoratrici che non lo effettuano. Gli studi in questione hanno riguardato principalmente infermiere e assistenti di volo e sono coerenti con quelli realizzati sugli animali.

Tali ricerche dimostrano che la luce permanente, la luce debole durante la notte o gli effetti della simulazione di cambiamento continuo di fuso orario possono aumentare sensibilmente lo sviluppo di neoplasie.

Altri studi sperimentali dimostrano che la riduzione dei livelli di melatonina di notte aumenta l’incidenza o la crescita di tumori. Risultati che possono essere spiegati dall’alterazione del sistema circadiano causata dall’esposizione alla luce durante la notte. Ciò può alterare i fattori del sonno, sopprimere la produzione di melatonina e alterare i geni preposti allo sviluppo del tumore. Gli studi epidemiologici sui pittori edili hanno trovato deboli, ma significativi e coerenti aumenti del rischio di cancro del polmone e della vescica. Non solo: diverse ricerche sugli stessi lavoratori hanno evidenziato livelli accresciuti di danno genetico, mentre quattro dei cinque studi “caso-controllo” hanno trovato significativi aumenti di leucemia infantile associata con l’esposizione materna prima o durante la gravidanza, sebbene questi risultati non siano coerenti con i tumori linfatici e ematopoietici degli stessi pittori edili. Questi ultimi sono esposti a numerosi solventi chimici, pigmenti e additivi e, potenzialmente, anche ad altri rischi, come l’asbesto e la silice cristallina.

Le informazioni disponibili non sono abbastanza specifiche per identificare i particolari agenti causali dell’aumentato rischio cancerogeno e non è possibile nemmeno determinare se il rischio di cancro aumenti o diminuisca in rapporto al tipo di solventi, di pigmenti e di additivi utilizzati. Quanto agli studi epidemiologici sui vigili del fuoco, essi hanno notato un aumentato rischio di cancro in rapporto alla popolazione generale. Modelli coerenti sono difficili da individuare a causa delle grandi variazione nell’esposizione fra differenti tipi d’incendio e gruppi di pompieri. Il rischio relativo risulta aumentato, tuttavia, per tre tipi di cancro: al testicolo, alla prostata e per linfomi “non-Hodgkin”. I vigili del fuoco sono esposti a numerosi prodotti chimici tossici, inclusi molti noti o sospetti cancerogeni. Queste esposizioni intermittenti possono essere intense e livelli d’esposizione di breve periodo contenere concentrazioni di materiale particolato respirabile e di diversi cancerogeni.

(www.rassegna.it, 27 marzo 2008)

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