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Fiom: un fatto gravissimo Chiamparino: l'azienda ha una doppia faccia

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Fiom: un fatto gravissimo
Chiamparino: l'azienda ha una doppia faccia

'Dopo il danno, la beffa. Nessuno di noi va in tv, come loro asseriscono, per cercare di diventare un divo'. Questa la reazione a caldo di Antonio Boccuzzi, operaio della ThyssenKrupp scampato alla strage dello scorso dicembre, dopo aver saputo che i dirigenti dell'azienda siderurgica avrebbero stilato un documento interno, sui fatti di Torino, nel quale i compagni di lavoro delle vittime sarebbero stigmatizzate perché "passano di televisione in televisione' e vengono rappresentati 'come degli eroi". A dare notizia del documento, i cui contenuti sono ancora da confermare, è il Corriere della Sera, che parla di un'analisi riservata delle reazioni politiche e sindacali dopo il rogo del 5 dicembre

"Siamo qui solo per raccontare cosa non funzionò quella notte e cosa non funzionava in quel periodo - ha spiegato Boccuzzi durante la trasmissione Omnibus (su LA7) -. Credo che sia ancora una volta una totale mancanza di sensibilità e di umanità da parte dell'azienda. Non riesco a capire che tipo di provvedimenti possano prendere, perche' nessuno ha raccontato cose non vere".

Il documento portato alla luce dal Corriere sarebbe stato sequestrato giovedì scorso a Terni nel corso delle perquisizioni in fabbrica e nelle abitazioni private dei tre massimi dirigenti italiani (l'amministratore delegato Harald Espenhahn, Gerald Priegnitz e Marco Pucci) del gruppo, già iscritti per omicidio e disastro colposo nel registro degli indagati. Nella nota si lamenterebbe che gli operai sopravvissuti al rogo e i compagni di lavoro delle vittime 'passano di televisione in televisione' e vengono rappresentati 'come degli eroi'. La Thyssen - riporta sempre il Corriere - considera questi passaggi televisivi un fatto particolarmente sgradevole, che impedisce ogni possibile misura di censura o di richiamo a questi testimoni, i quali sono ancora e a tutti gli effetti dipendenti della società, ma che in questo momento sarebbe inopportuno colpire sul piano disciplinare, anche se non si esclude di poter prendere in considerazione questa ipotesi per il futuro, dopo un'attenta analisi degli aspetti formali e delle rassegne stampa cartacee e televisive. Nella nota diffusa dal quotidiano milanese si analizza anche la storia e la realtà della città di Torino, dove esiste, secondo i funzionari ThyssenKrupp, 'una lunga tradizione sindacale di stampo comunista', e dove già negli anni precedenti alla tragedia le 'condizioni ambientali' apparivano sfavorevoli al mantenimento dell'attività produttiva. Non mancano i cenni remoti alla storia italiana e torinese degli 'anni di piombo', nei quali si ricorda come alcune delle pagine più sanguinose del terrorismo brigatista siano state scritte proprio a Torino ad opera dell'eversione.

'Se fossero vere le indiscrezioni apparse sul Corriere, saremmo di fronte a un fatto gravissimo e inquietante'. Questo il commento della segreteria generale della Fiom Cgil. 'Al di là della vergogna morale di queste parole e della inaccettabilità dei giudizi dell'azienda sul clima politico esistente in Italia - afferma la Fiom -, e dei riferimenti al terrorismo e alla città di Torino, se il documento fosse vero confermerebbe il rifiuto di ogni responsabilità aziendale sulla strage e sarebbe, anzi, il tentativo di scaricare colpe sui lavoratori, addirittura minacciandoli di provvedimenti disciplinari per danni all'immagine aziendale'. Sottolinea poi il comunicato: 'Ciò rappresenterebbe un evidente tentativo di intimidire i possibili testimoni nel procedimento penale. Chiediamo che sia fatta piena luce sulla esistenza di tale testo e, se essa fosse confermata, che ci sia un'azione forte nei confronti della ThyssenKrupp a livello istituzionale'. Conclude la nota: '“Fermo restando il fatto che la magistratura potrà considerare tale documento un ulteriore aggravante delle responsabilità aziendali, e che va tutelata da ogni intimidazione la testimonianza dei lavoratori nel procedimento penale, l'esecutivo deve intervenire ai massimi livelli presso il governo tedesco per una radicale modifica dei comportamenti di ThyssenKrupp in Italia, comportamenti che rappresentano un danno complessivo, oltre che per i lavoratori, per il sistema industriale italiano'.

Secondo Giorgio Airaudo, segretario provinciale della Fiom di Torino, 'non stupisce che le imprese abbiano documenti di analisi politica, anche perché il comando delle imprese è gerarchico e non democratico, soprattutto per quanto riguarda le multinazionali. Stupisce, invece, la rozzezza del ragionamento sulla città di Torino e sulla sua composizione sociale democratica'. Mentre la Cgil e la Fiom Cgil di Terni "esprimono condanna e sdegno per le notizie apparse sul Corriere della Sera in merito alle presunte dichiarazioni contenute nel memorandum segreto della ThyssenKrupp". "Tale affermazioni - per i sindacati umbri -, se veritiere, rappresentano una realtà di completa inaffidabilità del gruppo dirigente e di rifiuto di ogni responsabilità aziendale sulle condizioni di lavoro che hanno determinato la strage di Torino.
Per il sindacato ternano "tutto ciò è inaccettabile, non solo per la rappresentazione di una realtà fuori da ogni logica di attualità (riferimenti alla città di Torino, al terrorismo e al clima politico in Italia), ma anche per la mancanza di rispetto di un sindacato, la Cgil, che da sempre si è fatta carico di tutelare i lavoratori e con essi un’azienda leader mondiale nella produzione di acciaio".

"Tutto ciò - prosegue la nota sindacale - sta a testimoniare che quanto denunciato dalla nostra organizzazione in merito al modello di relazioni sindacali e industriali con questa multinazionale, aveva un fondamento nell’idea di rapporto che la Direzione aziendale vuole imporre al movimento sindacale: non partecipazione, ma subalternità. Viene da domandarsi chi è che rappresenta davvero l’azienda: chi in questi mesi ha rassicurato circa gli investimenti, il futuro del sito produttivo e il rapporto con il territorio, oppure chi tenta maldestramente di procurarsi un alibi per quanto accaduto? Il Governo nazionale dovrà intervenire per ricostruire e modificare i comportamenti di ThyssenKrupp in Italia, comportamenti che danneggiano i lavoratori e il sistema industriale italiano".

"Mi preoccupa la doppia faccia dei miei interlocutori, e quindi l'impossibilita' di sapere con chi ho parlato finora. Al netto della disapprovazione etica e morale, che e' scontata, questo e' il vero problema per chi rappresenta le istituzioni". E' quanto afferma, infine, il sindaco di Torino Sergio Chiamparino, in una intervista a 'La Stampa'. "Quando l'amministratore delegato di Thyssen Italia Harald
Espenhahn e altri suoi colleghi sono venuti da me, avevano usato ben altre parole - prosegue Chiamparino - Si erano scusati anche con la citta', mostrandosi addolorati per quella tragedia. Non solo avevano promesso sostegno alle famiglie delle vittime, ma si erano detti disponibili a ragionare sulla ricollocazione e sul futuro degli altri operai. Ora invece vengo a sapere di giudizi tranchant che chiamano in causa i lavoratori e l'immagine stessa di Torino. E questo lo trovo inaccettabile". "Nel migliore dei casi questa ricostruzione caricaturale e' frutto della scarsa conoscenza della nostra citta', diciamo pure d'ignoranza. Altrimenti - continua Chiampino - non resta che l'ipotesi della malafede". "Non vorrei - conclude il sindaco - che fosse un tentativo maldestro ed estremamente fragile per giustificare i mancati investimenti nello stabilimento torinese, con ricadute sul fronte della sicurezza. Ricadute che a quanto pare, stanno emergendo dalle indagini".

(www.rassegna.it, 14 gennaio 2008)

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