SINDACATI

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A proposito del libro di Livadiotti

Ma quale casta

E.Ga.

E così adesso sappiamo di chi è la colpa se il paese perde quota e fatica a reggere la concorrenza internazionale. Il mostro da sbattere in prima pagina ha un nome e si chiama sindacato. Anzi, si chiama Cgil Cisl e Uil. Vale a dire L’altra casta, secondo il pamphlet di Stefano Livadiotti in questi giorni in libreria, seppure molti dei “misfatti” citati nel libro siano da attribuire aitanti sindacati autonomi di cui il nostro paese è ricco. Ma tant’è. Distinguere è un lusso inutile, che così si perde l’effetto accumulazione. Meglio dunque abbondare, mischiare, stordire il lettore con gli effetti speciali. Sparare nel mucchio, fare di tutta l’erba un fascio, citare pareri tutti omogenei, sbertucciare chi si prende di mira: il giornalista dell’Espresso non si è negato nessuno di questi espedienti per il suo libro, che infatti è stato subito utilizzato da vari quotidiani (indovinate quali) che ne hanno attinto a piene mani per paginate di veleni. Anche una sommaria analisi linguistica del testo è rivelatoria. I testimoni dell’accusa sono chi un “brillante economista”, chi uno“stimato docente”. Gli imputati invece sono i “papaveri del sindacato”, il “peso massimo dei travet”, quando parlano “commentano acidi” o danno “tuonanti interviste”. Insomma se si guarda già al solo linguaggio, gli imputati sono colpevoli, colpevolissimi, dei veri e propri mostri. “Lo strapotere e l’invadenza delle tre grandi centrali confederali, e le sempre più scoperte ambizioni politiche dei loro leader – dice nell’introduzione Livadiotti – hanno prodotto nel paese un senso di rigetto. Lo testimoniano tutti i più recenti sondaggi di opinione”. E gli iscritti che aumentano, soprattutto tra i lavoratori attivi e le donne? E tutti quelli che votano per le Rsu? E gli oltre cinque milioni di votanti sul protocollo sul welfare? Ma vuoi mettere con i sondaggi…

(www.rassegna.it, 18 aprile 2008)

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