SINDACATI

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Prosegue la polemica

Montezemolo insiste: il veto
dei sindacati è un dato di fatto

Ancora bruciano, le dichiarazioni del presidente (uscente) di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo. Venerdì 18 aprile aveva parlato, in un'occasione pubblica, di sindacati "professionisti del veto". E anche a distanza di tre giorni, il capo degli industriali non modifica il senso delle proprie dichiarazioni: "Dire che il sindacato ha esercitato un potere di veto, che ha cercato di frenare la flessibilita', che non ha condiviso il criterio del merito, e' un dato di fatto, qualcosa che non si puo' smentire". Parole, queste ultime, pronunciate lunedì 21 aprile durante un'iniziativa della Confindustria a Ferrara.

Insiste Montezemolo: "Sono e resto convinto che abbiamo bisogno di un sindacato forte, moderno, attento ad interpretare gli interessi dei lavoratori, che coincidono con gli interessi degli imprenditori". "E' un fatto che il sindacato non sia stato capace di raggiungere una posizione comune sul tema della modernita', come e' un fatto che la Cgil continui ad opporsi alla detassazione del lavoro straordinario, quando un'inchiesta della stessa Cgil dimostra che la maggioranza dei lavoratori e' favorevole allo stesso straordinario". La requisitoria di Montezemolo si conclude con un invito al sindacato a "guardare avanti e confrontarsi con quanto accade nel mondo, a tifare per la crescita delle imprese e del Paese e ad essere attento al valore del merito".

Toni privi di qualsiasi tenerezza, quelli di Montezemolo, volti probabilmente a forzare la mano in una fase delicata, dove conta non solo il ritorno del centrodestra al potere ma anche il dibattito tra le confederazioni per raggiungere una posizione comune sulla riforma della contrattazione da presentare alle imprese e al governo stesso.

Inoltre, ad aggravare i rapporti difficili col sindacato, arriva anche la notizia dell'accordo separato raggiunto in casa Ferrari (azienda presieduta sempre da Montezemolo) con l'esclusione delle Rsu della Fiom.

Epifani: Montezemolo si autoassolve
Per come la vede il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, Montezemolo ha la tendenza ad autoassolversi. "Non è la prima volta che si esprime in questi toni - spiega Epifani in un'intervista all'Unità del 20 aprile parlando del presidente degli industriali -. Cambia bersaglio: il sindacato, il governo, le banche, la pubblica amministrazione. Sempre collocando al centro dell’universo l’impresa, assolvendola da qualsiasi responsabilità”. Ad esempio parlando di sicurezza sul lavoro, il segretario della Cgil respinge al mittente l'accusa mossa ai sindacati di essere "professionisti del veto": “Noi - spiega Epifani - non abbiamo perso un attimo a chiamare in causa anche i ritardi del sindacato, invitando a far di più sui luoghi del lavoro: più prevenzione, più formazione, più contrattazione. Quando il governo ha approvato il decreto di attuazione del testo unico sulla sicurezza, abbiano persino avuto il buon senso di intervenire sulla portata delle sanzioni per renderle più accettabili da parte di Confindustria. La risposta è stata il nulla, il vuoto di affermazioni del tipo: non si può far carico all’impresa. Ancora a proposito di sicurezza: non ho sentito la voce di Confindustria, dopo la tragedia di Torino, quando la Thyssen cercava di minimizzare, nascondere, impedire le cause, neppure quando si è letto di quel documento contro i lavoratori, così antidemocratico, al limite del razzismo. Invece, di fronte al decreto, s’è potuto solo misurare un attacco forsennato”.

Dal leader sindacale arriva poi un “invito alla prudenza, in un momento di difficoltà, quando sarebbe necessaria razionalità, Teniamo conto della condizione dei lavoratori, che è di bassi salari, di prezzi alti, di precarietà dell’occupazione, di prospettive incerte. Sì, penso proprio che Montezemolo, con quelle accuse, abbia rischiato e forse stia rischiando di accendere il fuoco della rivalsa”.

Sugli argomenti sollevati da Montezemolo (contrattazione, detassazione degli straordinari, ecc..) Epifani è tornato ad esprimersi a margine della Conferenza di organizzazione dello Spi Cgil, iniziata a Sanremo lunedì 21. 'Per la contrattazione dei salari - ha detto - occorre un insieme di strumenti: il contratto nazionale, quello aziendale, e per le piccole e piccolissime imprese quello territoriale. Dove poi le aziende si compongono e si scompongono e i cicli produttivi diventano più complessi, anche la filiera diventa un elemento di contrattazione necessario'. Spiega Epifani: 'Il contratto nazionale assicura i minimi retributivi per tutti i lavoratori del paese, perché c'é da difendere il lavoratore del piccolo e del grande, del sud come quello del nord. Tanto più in un periodo in cui l'inflazione tende a risalire. Poi bisogna sostenere il secondo livello di contrattazione. Se vuoi lavorare sulla produttività, c'é bisogno di quello aziendale. Se vuoi estendere, come va esteso, il secondo livello alle piccole, piccolissime aziende dove non c'é il sindacato, devi lavorare sulla contrattazione territoriale'.

Nella stessa occasione, Epifani ha lanciato un appello al futuro governo Belrusconi: 'Se oggi lavoratori e pensionati hanno problemi ad arrivare alla fine del mese, le prime misure del governo devono essere rivolte a loro. Questo dice il buon senso e questo richiede il Paese. Per questo aspettiamo il governo, lo misureremo alla prova: nessuna ostilità preconcetta, nessuna pregiudiziale'.

L'accordo separato alla Ferrari
'Nei giorni scorsi alla Ferrari di Modena è stato raggiunto un accordo che non ha coinvolto la Rsu della Fiom. E' un fatto grave che non ha precedenti nella storia delle relazioni sindacali in azienda, di cui è responsabile la direzione della Ferrari che, in questo modo, dà piena e immediata applicazione alla volontà già espressa dal presidente Montezemolo secondo cui si firma con chi ci sta e chi non si adegua va escluso'. A dirlo è il segretario generale della Fiom Gianni Rinaldini, commentando la decisione aziendale di firmare un accordo aziendale con Fim e Uilm, ma senza la Fiom: 'Le materie affrontate nell'accordo vanno dalla mensa al piano ferie, coinvolgendo anche il saldo del premio di risultato del 2007 e, in particolare, la modifica degli orari nelle aree della verniciatura e della fonderia, inserendo nella prima il turno di notte produttivo a regime pieno e nella seconda il turno notturno sfalsato'. Domani e mercoledì si terranno alla Ferrari le assemblee di tutti i lavoratori: 'La Fiom - spiega il segretario generale - andrà a presentare le proprie valutazioni, in particolare se sarà possibile far votare i lavoratori delle aree interessate sulle modifiche di orario. La Fiom si rimetterà alle loro valutazioni. In caso contrario, se si vorrà far votare sull'introduzione del turno notturno anche coloro che non sono interessati dal cambiamento di orario, coinvolgendo questi ultimi solo per fare passare un accordo in una logica di scambio improprio, la Fiom non si riterrà vincolata all'esito del voto'.

(www.rassegna.it, 21 aprile 2008)

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