SINDACATI

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Nasce la generazione degli attivisti on line

La seconda vita del sindacato

Nasce la generazione degli attivisti on line

La seconda vita del sindacato

di Ornella Cilona

Le nuove tecnologie al servizio del sindacato nel ventunesimo secolo. È la strada che stanno percorrendo all’estero alcune organizzazioni dei lavoratori per comunicare con maggiore efficacia e per fare conoscere le proprie iniziative anche a chi non è iscritto. I nuovi mezzi non sostituiscono, ovviamente, le assemblee sui luoghi di lavoro, le agitazioni e tutti gli strumenti da sempre a disposizione dei sindacalisti, ma intendono soprattutto rivolgersi ai più giovani. Un esempio è lo sbarco, lo scorso primo maggio, del sindacato globale su Second Life, il mondo virtuale a tre dimensioni. Con il progetto Union Island, Uni (la federazione internazionale che raggruppa i dipendenti nei principali settori del terziario), la confederazione britannica Tuc (Trades Union Congress) e New Unionism Network, una rete informale di sindacalisti di tutto il mondo, hanno creato una comunità virtuale di attivisti e organizzazioni dei lavoratori su Second Life.

“I sindacati – afferma Frances O’Grady, segretario generale del Tuc – sono composti di persone che lavorano insieme per migliorare la loro attività e quella degli altri, e le reti Internet offrono un potente ed economico mezzo per rafforzare questi legami. Siccome il business entra sempre più nei mondi virtuali come Second Life, è naturale trovare anche i sindacati in questi luoghi di relazioni internazionali e di collaborazioni”.

Collegandosi a www.slunionisland.org è possibile entrare in contatto con questa particolare “cellula” sindacale, dove si presentano libri e si sperimentano nuove forme di comunicazione. Union Island è anche un po’ italiana, perché a sostenere il progetto, oltre alla federazione tedesca Ver.di, vi è la Rappresentanza sindacale unitaria dei lavoratori Ibm di Vimercate. “Il progetto – si legge nel comunicato di lancio dell’iniziativa – è quello di utilizzare Second Life per creare un’ampia comunità di sindacalisti, che permetterà ai rappresentanti di tutto il mondo di incontrarsi e lavorare insieme su temi condivisi. Sarà possibile utilizzare i media per presentare campagne sindacali a una nuova audience di persone, e creare una generazione di attivisti on line che saranno coinvolti nell’organizzazione di attività”.

Su Union Island si è tenuta una festa in occasione del Primo maggio con tanto di discoteca e di birra virtuali, con un occhio agli Internauti più giovani. Fin dall’inizio, però, non sono mancate occasioni per un primo confronto di idee. La confederazione tedesca Dgb, ad esempio, ha approfittato di Union Island per presentare al popolo della Rete la propria campagna a favore del salario minimo nazionale, con interventi in tempo reale di numerosi sindacalisti da Berlino. È stato inoltre avviato uno scambio di idee fra attivisti di diversi paesi su come utilizzare Second Life e migliorare i siti Internet delle organizzazioni dei lavoratori.

La diffusione della Rete negli anni 90 dello scorso secolo ha portato alla nascita dei siti sindacali e a un rapporto più rapido fra le strutture e gli iscritti attraverso l’utilizzo della posta elettronica. Ora sta emergendo una nuova generazione di tecnologie Internet, Web 2.0, dove i siti non si limitano più a fornire informazioni in tempo reale, ma interagiscono con gli utenti. È l’esplosione del cosiddetto “social networking”, che si può considerare una diversa forma di democrazia della Rete. I vantaggi non mancano: passare alle nuove tecnologie, infatti, consente alle organizzazioni dei lavoratori non solo di risparmiare ma anche di organizzare campagne on line che coinvolgano chi è a digiuno di sindacato o vive di lavori precari; inoltre apre canali prima impensabili di consultazione con gli iscritti e informa in modo più incisivo sulle strategie e le iniziative delle organizzazioni.

Un assaggio delle potenzialità della Rete di nuova generazione si è avuto il 27 settembre dello scorso anno, quando è stato proclamato il primo sciopero su Second Life, dopo l’appello dei lavoratori della filiale italiana di Ibm che si erano visti annullare unilateralmente un accordo sindacale dall’amministratore delegato (il video dell’iniziativa si trova su Youtube all’indirizzo: http://www.youtube.c om/watch?v=PGQfmx K6mls). In occasione dello sciopero virtuale e della nascita di Union Island Mark Ballard, giornalista del periodico britannico on line Inquirer, ha parlato di un “secondo vento per il socialismo”.

Un altro esempio è il sito della campagna “Your Rights at Work” (I tuoi diritti al lavoro), promossa dalla confederazione australiana Actu all’indirizzo http://www.rightsatwork.com.au. Qui si possono scaricare video che informano i lavoratori sulle tutele cui hanno diritto nelle fabbriche o negli uffici dove sono occupati. Presto sarà anche attivato un forum di discussione aperto a tutti gli iscritti. Si ricorderà poi il recente sciopero dei servizi pubblici organizzato in Egitto attraverso un tam tam telematico.

Non c’è solo Second Life nel futuro telematico del sindacato. Altre possibilità sono offerte da siti consolidati di social networking, come My Space (106 milioni di utenti) e Facebook (64 milioni), dove è possibile spiegare ai più giovani, spesso refrattari ai consueti canali di informazione e privi di un vero e proprio posto di lavoro, che cosa può fare il sindacato per loro e come devono muoversi per chiedere il rispetto dei loro diritti. Ci sono poi i “Diari in rete”, i famosi blog: ne esistono ormai 72 milioni, dove le persone raccontano la loro vita quotidiana e commentano i fatti del giorno. Creare dei blog in cui si parla di diritti, di come difenderli, affidandoli a sindacalisti capaci di interagire in tempo reale con gli altri utenti è una risorsa oggi a portata di mano, cui appare particolarmente interessata la confederazione statunitense Afl Cio. All’indirizzo http://blog.aflcio.org è infatti possibile commentare gli articoli pubblicati sul sito sindacale e, inoltre, disporre di un elenco completo dei blog pubblicati da federazioni dell’Afl Cio o da organizzazioni e associazioni Usa che hanno come tema la difesa delle tutele sociali.

C’è anche Youtube, considerato a torto solo uno strumento di esibizionismo o, peggio, di testimonianza di atti di bullismo. In realtà si tratta di un sito dove condividere video con milioni di utenti, che può giocare un ruolo di primo piano nella comunicazione di iniziative sindacali, come dimostra il video preparato dalla coalizione statunitense Change to Win, scaricabile da Youtube all’indirizzo http://www.youtube.c om/watch?v=0OSpTwf PUVk. Da ultimo, ma da non sottovalutare, ci sono due siti che hanno dato la loro impronta a tutta la discussione sul “social networking”. Il primo è la famosa enciclopedia in Rete Wikipedia, creata dagli utenti e in continua evoluzione, dove è possibile inserire schede che trattano anche di temi sindacali. Secondo molti sindacalisti anglosassoni, è importante che su Wikipedia l’informazione sui temi sociali non sia lasciata solo a consulenti o esponenti di associazioni imprenditoriali, ma diventi patrimonio anche delle organizzazioni dei lavoratori. L’altro sito è Del.icio.us., che raccoglie le preferenze di milioni di utenti in fatto di cultura, musica, tempo libero e viaggi (http://del.icio.us). Certo le difficoltà non mancano. Orientarsi nella Rete non è facile per le generazioni di sindacalisti nati prima degli anni 80, e la conoscenza della lingua inglese è spesso una barriera insormontabile all’entrata nel nuovo mondo virtuale. Ma la sfida, a detta di molti sindacati internazionali, vale la pena di essere raccolta.

(www.rassegna.it, 11 settembre 2008)

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