illustrazione di Mario Ritarossi

America oggi

Nel mercato elettorale l'eterogenesi dei fini

di Tarcisio Tarquini

Sembrano portare acqua a ulteriori professioni di pessimismo sulla politica le risposte di Noam Chomsky all’intervista con cui apriamo Il Mese e nella quale egli ci spiega il suo giudizio disperato sulle primarie del partito democratico americano, e sui nuovi volti della militanza politica che esse stanno spingendo alla ribalta.

Chomsky: la vera alternativa democratica è l'opinione pubblica

di Martina Toti

Noam Chomsky dice spesso no. Quasi sempre. Quando sono in molti a dirlo, come successe a suo tempo con la guerra in Vietnam e, di recente, con la guerra in Iraq, ma anche quando è quasi l’unico. Ha origini ebraiche e non risparmia Israele; è americano e non risparmia gli Stati Uniti. Obama piace a tutti, ma lui dice: “È solo marketing”. Gli scriviamo un sabato sperando di strappargli almeno un sì alla ventata di speranza che le primarie di quest’anno sembrano aver portato negli Stati Uniti. Ci risponde subito, gentilissimo, ma boccia tutto: partiti, slogan e campagne elettorali; promuove solo quella che, per lui, è l’unica vera alternativa democratica: l’opinione pubblica.

Il decennio breve degli scrittori stelle e strisce

di Tommaso Pincio

Sta accadendo qualcosa in America. L’attesa per le elezioni che si terranno il prossimo autunno è senza precedenti. Mai le primarie sono state tanto seguite. Mai tanti candidati in lotta. Mai tanti soldi spesi per la campagna, più di un miliardo di dollari. Per la prima volta, dopo mezzo secolo, nessun rappresentante dell’amministrazione in carica chiederà alla nazione di rinnovargli la fiducia. Quest’anno i candidati di entrambi i fronti saranno una novità per il paese. Tutto ciò è il chiaro indice di una forte voglia di cambiamento. Solo un paio di anni fa, un entusiasmo come quello che sta accompagnando la corsa di Barak Obama sarebbe stato impensabile. Significa che gli Stati Uniti intendono voltare pagina per tornare ad essere quello che erano prima dell’11 settembre, vogliono tornare in quella che è la loro araba fenice, il famoso Sogno Americano.

Una nuova coalizione democratica

di Alessandro Coppola

Non passa ora che nella campagna per le primarie democratiche non si parli dell’America che lavora. Bassi salari, fisco iniquo, ristrutturazioni produttive, assistenza sanitaria sempre più costosa: sono soprattutto questi i problemi degli americani su cui Hillary Clinton e Barack Obama hanno costruito la campagna più mobilitante e appassionante degli ultimi decenni. Il peso dei temi sociali nel dibattito politico d’Oltreoceano farebbe arrossire molti dei socialisti europei, i cui pallidi programmi elettorali raramente entusiasmano la base.

(www.rassegna.it, Il Mese, marzo 2008)

LINK

Il sito
di Barack Obama

Il sito
di Hillary Clinton

Segnala questo articolo

e-mail del destinatario