Salari, una questione europea

Il 5 aprile a Lubiana, in concomitanza con la riunione dei ministri dell’economia e dei governatori della banche centrali europee, si terra’ una manifestazione dei sindacati di tutta Europa. Parte la campagna della Ces per l’aumento delle retribuzioni, per la difesa del potere di acquisto, per ridurre le differenze tra i paesi, per rafforzare la contrattazione collettiva

Mille euro al mese

di Antonio Morandi

Poco più di mille euro per arrivare a fine mese. E’ questa la cifra netta mensile media che un lavoratore italiano riceve. Dopo le ripetute denunce dei sindacati, gli allarmi della Banca d’Italia, persino i richiami del Presidente della Conferenza episcopale italiana Angelo Bagnasco, a mettere nero su bianco è stavolta il rapporto elaborato dall’ Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse) e che riguarda il peso del fisco sulle retribuzioni dei lavoratori. Rapporto aggiornato e presentato proprio in queste settimane.

La protesta a Lubiana

di Nicola Nicolosi

La Confederazione europea dei sindacati (Ces) ha indetto per il prossimo 5 aprile a Lubiana una iniziativa di protesta contro «i sermoni della Banca centrale europea sulla moderazione salariale» e per chiedere sia un aumento delle retribuzioni dei lavoratori, sia una riduzione delle disparità di reddito tra uomini e donne. Lubiana è stata scelta perché la Slovenia è alla presidenza di turno dell’Ue, e la protesta avviene in concomitanza con la riunione informale dei Ministri europei dell’economia e dei Governatori della banche centrali europee (Ecofin).

La questione del divario di genere

Il divario salariale tra uomini e donne (che lavorano più di 15 ore a settimana) è diminuito nel periodo 2001/2005 di un punto percentuale, dal 16% al 15%. In molti paesi Ue può essere osservata una diminuzione, in alcuni casi rilevante: in Ungheria e Grecia, per esempio, il divario è sceso di 9 punti ed in Irlanda di 8 punti percentuali. Nello stesso tempo, tuttavia, in sei paesi dell’Ue a 25 la differenza salariale di genere, anche se leggermente, è aumentata: è cresciuta di 2 punti percentuali in Danimarca e Finlandia e di 1 punto in Germania, Italia, Lettonia e Slovacchia. Dunque, i tentativi generali di ridurre il divario salariale di genere, grande obiettivo politico proclamato in tutta Europa sia dai governi che dai sindacati, restano deboli e in alcuni paesi lo sviluppo è veramente negativo.

(www.rassegna.it, 27 marzo 2008)

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Tabella: salari a confronto nei paesi Ocse

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