Cgil, Cisl Uil rilanciano l'allarme sulla
sicurezza e dicono stop a qualsiasi ipotesi di modifica del Testo
Unico approvato dal governo Prodi. Durante la manifestazione per il
Primo maggio, quest'anno a Ravenna (dove oltre 10 mila persone si
sono raccolte per ricordare l'incidente che 21
anni fa costò la vita a 13 operai della MecNavi), la voce
delle confederazioni è stata davvero unitaria e decisa: il nuovo
testo non va cambiato, hanno scandito i segretari generali di Cgil,
Cisl e Uil, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti.
Ricordiamo che la nuova legislazione sulla sicurezza del lavoro è
appena stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale, ma
la
Confindustria si oppone alle sanzioni previste per le
imprese che non applicheranno le norme, e ha
trovato sponda nel senatore Maurizio Sacconi, possibile
nuovo ministro del Welfare del centrodestra. Dunque l’altolà dei
sindacati è sia per le imprese, sia per il nuovo governo.
(leggi tutto)
Quest’anno Cgil Cisl e Uil celebrano la festa
nazionale del primo maggio a Ravenna. Perché Ravenna? Perché se la
scelta è quella di mettere al centro della festa del lavoro il tema
della sicurezza e della salute, Ravenna è un luogo altamente
simbolico, per il dramma che si è consumato qui poco più di vent’anni
fa, per l’esattezza il 13 marzo 1987. Come ricorda Angelo Ferracuti
nel bel reportage con cui, in questo stesso “speciale primo maggio” di
Rassegna, è andato oggi a Ravenna a cercare le tracce degli
avvenimenti di ieri, quel giorno il porto romagnolo fu teatro della
“più grande tragedia operaia del dopoguerra”
(leggi tutto)
Ho raccontato negli ultimi anni molte morti sul
lavoro. La morte non è mai accettabile, ma morire per mille euro al
mese facendo lavori di merda lo è ancora meno. Non so quanti italiani
sarebbero oggi disposti a pulire le stive delle navi, quanti spennare
galline, accudire bestiame nelle stalle o raccogliere pomodori per
quindici euro al giorno, dopo dodici ore sotto il sole cocente a
spellarsi le mani, non so quanti altri farebbero a nero i muratori per
quattro soldi a giornata sopra impalcature di fortuna, senza neanche
sapere cosa stanno costruendo e se esistono davvero come lavoratori.
Ne ho raccontate tante, ho sentito le voci vibranti ancora di dolore
(leggi tutto) Vai alla fotogalleria
del reportage
“Più reddito, più sicurezza”, questo lo slogan
scelto da Cgil, Cisl e Uil per unire le piazze italiane in festa per
il Primo maggio. Come ogni anno, centinaia le iniziative promosse dai
sindacati confederali in tutti i territori, con tanta musica e un
duplice appello: lavoro più sicuro e salari adeguati al costo della
vita. La manifestazione nazionale si svolgerà a Ravenna. Il corteo partirà alle ore 9.30 da piazza Baracca per
dirigersi verso i giardini pubblici “Santi Baldini”, dove (ore 11.30)
parleranno i segretari generali Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e
Luigi Angeletti. Alle 21 il concerto “Pfm canta De André” chiuderà la
giornata
(leggi tutto)
...A Berlino, come negli anni precedenti,
è prevista la Myfest, una festa con molti concerti nelle strade
del quartiere Kreuzberg, oltre al concerto Beats against fascism
(Battiti contro il fascismo) sulla piazza di Kottbusser. Quest’anno,
invece, la MayDay parade contro il precariato e a sostegno dei
migranti di tutto il mondo, è stata organizzata come un grande corteo
globale, che prevede manifestazioni a catena durante le quali i
manifestanti si passeranno una sorta di testimone virtuale da una
parte all’altra del mondo. Si parte dall’Europa, con cortei ad
Aquisgrana, Copenhagen, Amburgo, Helsinki, Lisbona, Madrid, Malaga,
Maribor, Napoli, Palermo, Terrassa e Vienna; fino ad arrivare a Tokyo
per poi collegarsi alle manifestazioni dei migranti organizzate in
molte città degli Stati Uniti
(leggi tutto)
di Ludovico Ferrone, Responsabile
coordinamento salute e sicurezza Cgil
Il decreto legislativo approvato in via
definitiva dal Consiglio dei ministri del 1° aprile 2008 è una norma
positiva e largamente attesa. Con questo testo, il paese raggiunge
finalmente l’obiettivo del riassetto di tutte le disposizioni in
materia di salute e sicurezza sul lavoro che si erano venute
stratificando fin dal 1955. Un testo che è a tutti gli effetti, seppur
non formalmente per motivi di tecnica legislativa, un vero e proprio
Testo unico, che risulterà completato con l’adozione prevista entro un
anno dei due titoli sui sistemi portuali e le navi. Sotto questo
profilo, la prima opportuna notazione riguarda il processo di
semplificazione normativa che si è raggiunto. Il decreto infatti
abroga (di fatto per incorporazione) numerose norme pregresse, tra cui
quattro dpr e cinque dlgs, riduce il corpus dell’articolato da oltre
800 a circa 300 articoli e riduce l’intero sistema sanzionatorio da
oltre 1.390 a circa 400 casi
(leggi tutto)
La risposta alla domanda è, non con certezza ma
con molte probabilità, "una brutta fine". La Confindustria si è
opposta duramente alle ammende previste dal decreto legislativo sulla
sicurezza per gli imprenditori che non rispetteranno le norme. E,
appena due settimane dopo l'approvazione del decreto, il panorama
politico è uscito rivoluzionato dal voto del 14 aprile. Il nuovo
governo di centrodestra non è ancora nato, ma alcuni esponenti dello
schieramento vittorioso (come ad esempio Maurizio Sacconi, senatore
del Pdl ed ex sottosegretario al Welfare) hanno già dichiarato
pubblicamente che si metterà mano a tutti gli aspetti non condivisi
dalle imprese
(leggi tutto)
Morti “non necessarie”, le definiscono gli
epidemiologi. Ovvero: morire per il lavoro non ha niente a che fare
con la fatalità. Cadere dall’alto di un’impalcatura, essere travolti
da un camion o schiacciati da un muletto o in una pressa, morire
bruciati in un incendio o per un tumore dovuto a una sostanza
cancerogena respirata nell’ambiente di lavoro non sono conseguenza del
caso, ma di un insieme di cause, statisticamente prevedibili e quindi
evitabili, al centro del quale stanno la mancata valutazione dei
rischi e la carenza delle misure di prevenzione, frutto a loro volta
di un interesse maggiore per risultati economici che per la salute e
la vita delle persone. Con l’approvazione del Testo unico si compie un
passo avanti di grande portata e significato per contrastare questa
pratica e questa cultura, per diverse ragioni
(leggi tutto)
Soltanto il 16,6 per cento degli accordi di
secondo livello censiti dall’Osservatorio sulla contrattazione della
Cgil si occupa di ambiente e salute. Il dato non è incoraggiante e
sembra confermare per via statistica quanto già noto attraverso
l’analisi e la riflessione: la difficoltà del sindacato d’intervenire
attraverso la sua azione – in particolare quella delle Rsu – su
organizzazione e condizioni di lavoro. Una progressiva perdita
d’incisività, a partire dagli anni settanta, che tuttavia non deve far
dimenticare le azioni positive che tra tanti ostacoli, e le infinite
morti bianche, esistono a tutti i livelli dell’attività sindacale:
dalla contrattazione fino alla formazione di Rls, Rsu e lavoratori. E
che sembrano mostrare come qualcosa stia cambiando
(leggi tutto)
“A seguito dei gravi e recenti infortuni sul
lavoro verificatisi, i ministeri del Lavoro e della Salute e la
prefettura di Terni hanno promosso protocolli d’intesa tra tutti i
soggetti deputati alla tutela della sicurezza e della salute nei
luoghi di lavoro”. Si apre così l’accordo per la sicurezza sul lavoro
negli stabilimenti della ThyssenKrupp Ast e delle sue controllate
siglato lo scorso 1° febbraio a Terni da istituzioni, azienda e
sindacati. Tre righe nelle quali non si nasconde il fatto che i
contenuti fortemente innovativi di questo documento, gli elementi
inediti e le norme stringenti che introduce scaturiscono in risposta a
una tragedia avvenuta due mesi prima: la morte dei 7 operai nel rogo
della Thyssen di Torino
(leggi tutto)
“Un cinema utile, direi”. La risposta di Daniele
Segre, l’autore di quello straordinario documento su lavoro vita e
morte nei cantieri italiani che è Morire di lavoro, alla domanda
canonica – “come definiresti il tuo cinema?” – è asciutta e nello
stesso tempo densa come i suoi film. Lo incontriamo in uno stanzone
spoglio del Centro sperimentale di cinematografia, Roma Tuscolano, un
passo dagli studi di Cinecittà, per parlare proprio della sua ultima
fatica. Rassegna ha deciso di promuoverne la circolazione con un dvd
che verrà diffuso in occasione del primo maggio, giorno che, com’è
noto, Cgil, Cisl e Uil hanno voluto quest’anno dedicare alla sicurezza
sul lavoro. Un’iniziativa, quella del giornale, che Segre ha accolto
con entusiasmo
(leggi
tutto)