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Quando la verità è venuta a galla, i giornali
l’hanno ribattezzata “la fabbrica del cancro”; in principio era soltanto
lo stabilimento della Eternit a Casale Monferrato. La sua storia inizia
ai primi del Novecento, quando l’intero paesino piemontese diventa grato
ai padroni per aver fornito lavoro a gran parte della popolazione; che
inizia la produzione di materiale in cemento, soprattutto tubature,
senza fare troppo caso alla “polvere”. La “polvere” era in realtà
costituita da fibre d’amianto, che s'infiltravano progressivamente nei
polmoni degli operai e di tutti gli abitanti provocando una serie di
sintomi, fino alla morte per soffocamento. Il resto è una storia
tristemente prevedibile: i primi tumori , circa duecento denunce, il
processo. Su questa tragedia il fotografo Eros Mauroner insieme
all’associazione Memor/Abile ha raccolto una serie di
testimonianze che sono state inserite nel progetto audiovisivo “La
scatola nera”, finalizzato a formare un archivio della memoria
individuale per ricostruire dal basso una storia in grado di parlare
alle nuove generazioni e di stimolare l’approfondimento di questi
argomenti.
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