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Germania/Fisco
Cambia il
modello Germania |
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| Germania / La riforma
fiscale di Schroeder |
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| Cambia il modello
Germania |
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Col voto al Bundesrat del 14
luglio il Cancelliere Schroeder ha ottenuto una grande vittoria,
probabilmente la più importante da quando è stato eletto. La Camera
alta delle Regioni, nella sua ultima sessione prima del trasferimento
da Bonn a Berlino, ha infatti approvato la riforma fiscale del governo
rossoverde guidato dal leader socialdemocratico. E' una manovra che
implica una grande trasformazione del modello Germania. Le tasche dei
contribuenti ne usciranno notevolmente alleggerite: sin dal prossimo
anno il carico fiscale sarà ridotto di 44,3 miliardi di marchi (più
di 44 mila miliardi di lire), per arrivare nel 2006 a una riduzione di
oltre 60 miliardi di marchi. Schroeder ha ottenuto il voto del Bundesrat
convincendo abilmente (e concedendo qualche sgravio in più a) i
rappresentanti delle Regioni e Città-Stato più tiepide verso la
riforma. Quasi unanimi i consensi: dall'industria, dalla finanza, dai
sindacati. I partiti dell'opposizione (Cdu e Csu) hanno invece dovuto
incassare un brutto colpo.
Ecco nel dettaglio le misure della riforma fiscale:
Aliquote Irpef e redditi esenti da tassazione: i livelli minimi
passeranno dagli attuali 13.499 marchi a 15.011 nel 2006. Le aliquote
Irpef minima e massima scenderanno dai livelli odierni (22,9 e 51 per
cento) al 15 e al 42 per cento nel 2005.
Sostegni alle imprese: il gravame su utili e profitti scende dagli
attuali 40 per cento (utili non reinvestiti) e 30 per cento (utili
investiti) al 25 per cento. A partire dal 2001 i proventi derivanti da
cessioni di pacchetti azionari saranno esentasse, il che porterà
benefici al mercato azionario tedesco, finora contraddistinto da
comproprietà blindate tra banche e industrie. Sgravi per quasi due
miliardi di marchi, inoltre, saranno destinati alle piccole e medie
imprese.
Il Dgb (la confederazione sindacale tedesca) ha accolto con favore
l'approvazione della riforma. «Un rinvio o una bocciatura definitiva
sarebbero stati nocivi per la ripresa economica», ha dichiarato Heinz Putzhammer
del direttivo del Dgb. Significativo anche il commento di Bernhard Jagoda,
presidente dell'Ufficio federale del lavoro, il quale ha sottolineato
«l'effetto psicologico» che avrà la riforma. «Questa riforma - ha
detto Jagoda - è come un biglietto d'invito per gli investitori in
Germania, in Europa e nel mondo. Quando lo Stato rinuncia a 50
miliardi, questo non può che avere ripercussioni positive».
(18 luglio 2000) |
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| LINK |
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Bundesrat
Il sito della
Camera delle Regioni |
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Steuerreform
Informazioni
sulla riforma fiscale a cura del Ministero delle finanze (in tedesco) |
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Süddeutsche
Zeitung
Speciale sulla
riforma fiscale. Analisi punto per punto (in tedesco) |
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