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Sinistra 
e governo
Concertazione addio?
Sinistra e governo
Concertazione addio?
Il siluro è partito nel corso del convegno su riformisti e referendum promosso da una delle aree politiche dei ds, "Liberta' eguale", a lanciarlo è stato il ministro del Tesoro Giuliano Amato: "Il rapporto di concertazione con il sindacato va mantenuto ma se le riforme sono necessarie vanno fatte anche senza il suo assenso come è avvenuto in qualche caso col governo da me presieduto". 

"Entro un certo limite - ha proseguito Amato - anche per questo Governo è stato più facile risanare la finanza pubblica che adottare quei provvedimenti atti a rilanciare l'economia e l'occupazione".
Per il ministro del Tesoro, gli ostacoli sorgono "quando si vuole introdurre il nuovo, andando ad intaccare il vecchio. Il governo D'Alema ha fatto molte riforme, basti pensare a quelle in tema di giustizia, ma quando siamo partiti col Tfr (e andremo comunque avanti) è partita anche la "malattia" della politica, quel circolo vizioso che cerca di impedire che si decida".

Secondo Amato anche il sindacato tenda a resistere quando si va ad intaccare strutturalmente qualcosa di acquisito per gli occupati ed i pensionati e tuttavia la strada da seguire "non è quella di indebolire il sindacato, ma di rafforzare la politica e metterla in grado, dopo le necessarie concertazioni, di decidere comunque anche se non c'è la firma dei sindacati".

Contro le accuse di conservatorismo replica il segretario della Cgil, Sergio Cofferati: E' la solita, vecchia storia del sindacato 'conservatore'. Non ci crede più nessuno, e non fa più presa sull'opinione pubblica lo dimostrano i fatti. Per il secondo anno consecutivo la Cgil aumenta i suoi iscritti non solo tra i pensionati, ma anche tra i lavoratori attivi.  Quanto alla presunta presenza 'pervasiva e paralizzante' del sindacato: "rispetto profondamente la sovranità del Parlamento e l'autonomia del governo -sostiene il leader della Cgil- e resto convinto che la concertazione sia un metodo, e non può nè deve trasformarsi in una pratica coercitiva o in un diritto di veto. Insomma, la politica è libera di scegliere. Ma una cosa non si può fare: chiedere al sindacato di scomparire".


La discussione è solo all'inizio e sara' interessante il primo confronto diretto tra Cofferati ed Amato la cui occasione è offerta da un convegno promosso dalla Cgil sul sistema Italia.("Competitività
delle imprese e democrazia economica"
  che si terra' domani a Roma (9.30 presso l’hotel Jolly di Roma, Corso d’Italia, 1). 

(21 febbraio 2000)
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www.rassegna.it

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