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Il primo
maggio nel mondo
Sotto il segno della globalizzazione |
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| Il primo maggio
nel mondo |
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| Un immagine della celebrazione della messa a Roma |
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| Sotto il segno della
globalizzazione |
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Quest’anno, in occasione del primo
maggio, è sceso in piazza il pluralismo. Più anime e tendenze
politiche si sono raccolte nelle innumerevoli manifestazioni e nei
cortei che hanno attraversato le principali città del mondo. Lo
sfondo, spesso, è stato quello delle violenze e degli scontri
urbani in cui sono sfociate molte dimostrazioni non ufficiali e
"antagoniste". Dimostrazioni intessute in una rete
internazionale, quella del "Global day against capitalism",
un’iniziativa coordinata dagli stessi gruppi che sconvolsero
Seattle lo scorso novembre e intesa, appunto, a fare del primo
maggio la giornata mondiale anticapitalista. Sotto il segno della
contestazione politica, dunque, si sono concentrate migliaia di
persone parallelamente alle iniziative ufficiali, che hanno
ovviamente adunato masse ben più esorbitanti.
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| I segretari di Cisl, Cgil e Uil a Torg
Vergata |
A Roma
Mentre il papa celebrava la messa dei lavoratori cristiani a Tor
Vergata e poi, nel pomeriggio, si avvicendava il concerto laico dei
sindacati confederali, nel centro di Roma si svolgeva una
manifestazione alternativa. Da piazza Esedra a piazza Navona,
infatti, sfilavano migliaia di persone (50 mila per gli
organizzatori, 15 mila per la questura) raccolte dai sindacati di
base, da Rifondazione comunista e dai centri sociali. La
dimostrazione si è conclusa con un concerto e non ha vissuto
momenti di violenza o tensione particolari. Unica eccezione: un
gruppo di persone a un certo punto si è distaccato dal corteo e ha
danneggiato il monumento del Vittoriano con la scritta: "Del
vostro Giubileo ne faremo un falò". Molto forte, durante l’intera
manifestazione, la contestazione contro la decisione presa dai
sindacati confederali di celebrare la giornata dei lavoratori
insieme alle autorità religiose.
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| Londra, manifestazione contro
la globvalizzazione |
A Londra
Si erano dati appuntamento per fare una seconda Seattle, ma per
strada è sfilata meno gente del previsto. Alcune migliaia di
persone hanno partecipato alla manifestazione contro la
globalizzazione. Gli scontri, comunque, non sono mancati. Un
McDonald’s è stato assalito e devastato, la statua di Churchill
è stata imbrattata e, a fine giornata, una trentina di persone era
in stato di fermo mentre 12 manifestanti (più tre poliziotti) sono
finiti all’ospedale. L’epicentro degli scontri è stata
Trafalgar Square, dove i manifestanti avevano deciso di convergere.
Qui alcuni gruppi si sono staccati dal corteo ed è iniziata la
guerriglia urbana. "Queste azioni – ha commentato il Primo
Ministro Blair – non hanno nulla a che fare con le convinzioni e
le opinioni e tutto con un’irragionevole criminalità".
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| Berlino, neonazisti in piazza |
A Berlino
Il rendez-vous era di rito. Circa 5 mila autonomi hanno sfilato
a Kreuzberg, il quartiere popolare, multietnico e alternativo della
capitale tedesca. Un centinaio di loro, poi, si è scontrato con la
polizia, erigendo barricate, distruggendo vetrine ecc. Nel
frattempo a Hellersdorf, nella periferia orientale della città, si
sono radunati i simpatizzanti dell’Npd, il movimento neonazista.
Erano circa un migliaio e, per evitare scontri coi gruppi di
sinistra che ne contestavano il corteo, le forze dell’ordine si
sono dovute mettere in assetto antisommossa.
A Belgrado
Si è svolta una manifestazione anti-Milosevic organizzata dai
sindacati indipendenti. Circa diecimila manifestanti hanno scandito
slogan contro il presidente serbo raccogliendosi prima sotto al
Parlamento e sfilando poi per le vie del centro. E’ stato anche
ricordato Slavko Curuvija, il giornalista democratici assassinato l’anno
scorso.
A Seul
Scontri tra gli studenti sudcoreani e la polizia. Gli
universitari hanno lanciato bottiglie incendiarie contro gli
agenti. Le dimostrazioni hanno acuito un periodo già turbolento,
caratterizzato da scioperi frequenti da parte dei sindacati non
para-governativi e da un difficile riassestamento dell’economia
coreana.
In Turchia
Le manifestazioni sono sfociate in una protesta collettiva
contro il Fondo monetario internazionale e contro le condizioni
imposte dal prestito accordato dall’istituto finanziario a
Istanbul.
A Mosca
Si sono svolte due manifestazioni, entrambe all’insegna della
nostalgia. Una dei sindacati ufficiali, l'altra delle opposizioni
comuniste e nazionaliste. Il termometro segnava zero gradi e l’affluenza
è stata minore rispetto al passato.
(2 maggio 2000) |
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