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Come è nata l’Unione europea?
TRATTATI ISTITUTIVI

Come è nata l’Unione europea?
Prima di trasformarsi in un vero e proprio progetto politico, l’idea di Europa era patrimonio di una stretta cerchia di filosofi e di intellettuali. Victor Hugo pensava agli Stati Uniti d’Europa con spirito pacifista e umanista. Ma gli ideali ottocenteschi furono smentiti drammaticamente dagli eventi bellici del XX secolo.
Dopo la seconda guerra mondiale, con la Resistenza e la sconfitta dei regimi totalitari, comincia ad affiorare il concetto di un’organizzazione del continente europeo in grado di superare gli antagonismi nazionali. Allora come oggi il compito dell’Unione europea è garantire la pace, la prosperità e lo sviluppo. Per questo, nel corso degli anni postbellici, sono nate diverse organizzazioni con fini istituzionali diversi.

Nel 1949 venne fondato il Consiglio d’Europa per incoraggiare la cooperazione politica fra i paesi europei. Per ragioni di difesa e sicurezza vennero create la Nato e l’Unione europea occidentale (Ueo). Ma il primo organismo che può essere considerato il precursore dell’attuale Unione europea fu la Comunità europea del carbone e dell’acciaio (Ceca) istituita nel 1952.

Per la prima volta con la Ceca gli Stati membri (Belgio, Francia, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Repubblica Federale Tedesca) posero le basi di una maggiore integrazione europea, organizzando la produzione di carbone e acciaio – prodotti di importanza economica strategica a quell’epoca – sotto un’istituzione comune, convinti che quest’iniziativa fosse la migliore garanzia per una pace durevole in Europa.

Il perseguimento dell’unità europea tramite l’integrazione economica venne poi consolidato dagli stessi sei paesi con gli accordi che diedero vita alla Comunità europea dell’energia atomica (Ceea, più nota con il nome Euratom) e della Comunità economica europea (Cee).

Le tre comunità Ceca, Euratom e Cee sono tuttora il nucleo costitutivo dell’Unione europea. I trattati che le hanno istituite sono stati più volte rivisti, aggiornati, integrati. Le modifiche realizzate nel corso del tempo hanno prima di tutto risposto alle nuove esigenze derivate da un aumento del numero degli Stati membri che dai sei originari sono giunti agli attuali 15. Nel 1973 aderirono Gran Bretagna, Irlanda e Danimarca; nel 1981 e nel 1986 Grecia, Spagna e Portogallo; nel 1995 Austria, Finlandia e Svezia. Nei prossimi anni hanno chiesto di aderire all’Ue altri 13 paesi dell’Europa centro-orientale e l’isola di Cipro.

Il Trattato sull’Unione europea (Tue), noto come Trattato di Maastricht, ha dato un inquadramento unitario alle tre comunità sorte negli anni.

La Cee ha da sempre un rilievo preminente poiché ha arricchito nel tempo il suo obiettivo puramente economico (la costruzione di un grande mercato comune) con una serie di politiche settoriali complementari, come la politica sociale, quella ambientale e gli aiuti allo sviluppo delle regioni svantaggiate. Per tener conto della progressiva diversificazione dei compiti delle comunità il Trattato di Maastricht ha dato una nuova denominazione alla Cee, ribattezzandola ufficialmente Unione europea (Ue).

Le tre comunità europee originarie costituiscono, nel loro complesso, "il primo pilastro" dell’Unione europea, cioè quello che definisce l’elevato livello di integrazione fra gli Stati membri.

Il Trattato di Maastricht ha aggiunto altri due "pilastri": uno riguarda la Politica estera e la sicurezza comune (Pesc), l’altro la Giustizia e gli affari interni (Gai). Tali attività sono tradizionalmente riservate alla sfera di sovranità degli Stati membri che, con Maastricht, hanno però optato di realizzare un’elevata cooperazione intergovernativa.

Il Trattato di Amsterdam, entrato in vigore nel 1999, ha confermato la struttura dei tre pilastri. Inoltre ha rafforzato la missione sociale e di sviluppo della democrazia dell’Unione europea promuovendo una maggiore vicinanza fra i cittadini e le istituzioni, una maggiore libertà di circolazione delle persone, una più incisiva presenza dell’Europa sulla scena internazionale, una maggiore efficienza delle istituzioni in vista del prossimo allargamento.

 

 

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      I trattati istitutivi

La costruzione europea si fonda su tre trattati istitutivi:

• il trattato della Comunità europea del carbone e dell’acciaio (Ceca), firmato a Parigi ed entrato in vigore il 27 luglio 1952;

• il trattato della Comunità economica europea (Cee), firmato a Roma nel 1957 ed entrato in vigore il 1° gennaio 1958;

• il trattato istitutivo della Comunità europea dell’energia atomica (Euratom), firmato a Roma ed entrato in vigore il 1° gennaio 1958.

I trattati istitutivi sono stati aggiornati a più riprese, soprattutto in occasione dell’adesione dei nuovi Stati membri negli anni 1973, 1981, 1986 e 1995. Essi hanno inoltre incorporato le novità introdotte da tre riforme più profonde, che hanno portato a cambiamenti istituzionali importanti e all’introduzione di nuovi ambiti di competenza per le istituzioni europee. I tre trattati nati da tali riforme sono i seguenti:

• l’Atto unico europeo (Aue), firmato a Lussemburgo e a L’Aia ed entrato in vigore il 1° luglio 1987;

• il trattato sull’Unione europea, firmato a Maastricht ed entrato in vigore il 1° novembre 1993;

• il Trattato di Amsterdam, entrato in vigore il 1° maggio 1999.

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Il compito della Corte di Giustizia è quello di garantire l’osservanza  dei trattati istitutivi delle Comunità europee. A partire dalla home page si accede a numerose informazioni, come per esempio i testi delle sentenze.

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