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LA LIBERA
CIRCOLAZIONE DEI CITTADINI EUROPEI
La convenzione di Schengen. Il 14 luglio del 1985 Germania, Belgio, Francia, Lussemburgo e Paesi Bassi firmarono a Schengen un accordo, cui ha fatto seguito la firma della convenzione nel 1990. La finalità generale di questo importante documento è stata la soppressione progressiva del controllo delle frontiere comuni e la predisposizione di un regime di libera circolazione di tutti i cittadini europei, siano essi degli Stati firmatari, degli altri Stati membri dell’Unione o di paesi terzi. Ai primi firmatari si sono aggiunti, successivamente, molti altri Stati membri: Italia (1990), Spagna e Portogallo (1991), Grecia (1992), Austria (1995), Svezia, Finlandia e Danimarca (1996). Fanno parte della convenzione anche la Norvegia e l’Islanda. L’accordo, la convenzione, nonché le dichiarazioni adottate dal comitato esecutivo dello spazio Schengen formano quello che viene denominato "Aquis Schengen" o "Sistema Schengen". Nel corso della stesura del Trattato di Amsterdam si è deciso di integrare le norme di Schengen nell’ordinamento dell’Unione europea (dal 1° maggio 1999), in quanto rispondenti a uno degli obiettivi fondamentali del mercato unico: la libera circolazione degli individui.
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L'EUROPA E IL
LAVORO
Un importante risultato dell’Europa dei cittadini è rappresentato dal diritto di soggiornare liberamente in un paese dell’Unione europea per lavorare o studiare. Per individuare le possibilità di impiego al di fuori dei confini nazionali una strada abbastanza semplice e immediata è quella offerta da Eures, European Employment Services, la rete comunitaria di informazione sull’occupazione. La ricerca di lavoro può iniziare, infatti, consultando i servizi per l’impiego del paese d’origine e del paese in cui si desidera lavorare. Questi uffici sono collegati tra loro, appunto, attraverso Eures. Un certo numero di funzionari, detti euroconsiglieri (sono circa 500 in Europa), ha il compito di informare, consigliare e aiutare a trovare un impiego in qualsiasi paese dell’Unione. Le offerte di lavoro riguardano principalmente il settore turistico-alberghiero, i "call center" (servizi di assistenza telefonica per i consumatori), il settore impiegatizio (uffici commerciali, traduttori-interpreti) e il settore informatico. Si tratta soprattutto di occupazioni a tempo determinato, per le quali è richiesta esperienza professionale. Requisito essenziale è la buona padronanza delle lingue straniere. Di solito, inoltre, è necessario avere conseguito il diploma e, talvolta, la laurea. Gli euroconsiglieri hanno accesso permanente a due banche dati. Una raccoglie le offerte di lavoro internazionali disponibili in tutti gli Stati membri dell’Unione europea, oltre che in Norvegia e Islanda. L’altra permette di farsi un’idea precisa delle condizioni di vita e di lavoro nei 17 paesi della rete. Attraverso quest’ultima banca dati è possibile tracciare un profilo delle tendenze di ogni mercato regionale del lavoro. Ogni regione italiana ha il suo euroconsigliere (che di solito ha sede presso gli uffici di collocamento, i sindacati e le associazioni dei datori di lavoro).
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LAVORARE
PER LA COMMISSIONE
La Commissione è la più grande istituzione dell’Unione europea. Oggi ha alle sue dipendenze circa 20.000 funzionari, di cui un terzo sono laureati. È un organo collegiale che si prefigge di favorire gli interessi comuni dell’Unione, delineando le politiche comunitarie e proponendo gli atti normativi. Per svolgere tali funzioni la Commissione si avvale di Direzioni generali (Dg) e di servizi specializzati, le cui competenze spaziano dall’agricoltura alla sicurezza nucleare, dagli aiuti ai paesi in via di sviluppo alle telecomunicazioni, dai trasporti agli affari monetari, dal turismo alla legislazione a favore del consumatore ecc. Procedura e livelli di assunzione. Tutti i cittadini di uno Stato membro dell’Ue, donne e uomini, possono accedere agli impieghi della Commissione attraverso concorsi generali. La sede di lavoro non è solo Bruxelles, ma anche Lussemburgo, Strasburgo e le varie sedi e uffici di rappresentanza sparsi in tutto il mondo. Per vincere i concorsi indetti dalla Commissione i candidati devono dare prova di competenza, spirito di iniziativa e motivazione, oltre che di adeguate conoscenze linguistiche. Il concorso. L’Unione europea bandisce regolarmente concorsi per reclutare le diverse figure professionali da inserire nel proprio organico. I concorsi, distinti per i vari livelli di assunzione, si svolgono una o due volte l’anno. La concorrenza è molto agguerrita e numerosa. Per partecipare a un concorso comunitario occorre essere cittadini di uno Stato membro dell’Ue e, nella maggior parte delle istituzioni, non avere superato i 35 anni, possedere un’esperienza pratica di due anni, conoscere, oltre la propria, una delle lingue di lavoro dell’Ue. Questi concorsi vengono resi pubblici attraverso la stampa europea, anche se i bandi completi, con le informazioni dettagliate e il modulo originale da utilizzare per inviare la candidatura, vengono pubblicati solo nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea, reperibile presso le sedi nazionali delle istituzioni.
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